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In Questo Mondo Libero...

(It's a Free World...)

Film del: 2007     Genere: Drammatico
Durata: 96 minuti   Uscito al cinema il: 28/09/2007   


...il proletariato non è mai morto.


Trama:

Rose viene licenziata per cattiva condotta dall'agenzia dove lavora. decide così di aprire una agenzia tutta sua insieme alla sua coinquilina, organizzando l'ufficio nella cucina del suo appartamento.



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Voto medio: 7,17

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Recensione del film: In Questo Mondo Libero...

Un film di Ken Loach è sempre un evento, soprattutto quando torna alle tematiche sociali e di denuncia che hanno caratterizzato gran parte della sua cinematografia. E’ quello che accade con It’s a Free World…, presentato in concorso alla 64° Mostra del cinema di Venezia. Con questa sua ultima fatica il maestro inglese riprende l’analisi della società inglese – paradigma per eccellenza di quella occidentale – mescolando, alla sua maniera, ragioni economiche con ragioni personali, i sentimenti e i rapporti tra le forze che determinano una società in un dato luogo ed in un dato tempo.

La storia messa in scena da Loach ha come protagonista un’intraprendente trentatreenne, Angie, che decide di aprire in proprio un’agenzia di collocamento di lavoro temporaneo, dopo essere stata licenziata dalla società dove lavorava. Le motivazioni che muovono Angie sono quelle di emanciparsi da una situazione lavorativa in cui si sente sfruttata e poco valorizzata tentando di raggiungere una propria autonomia ed una tranquillità economica. Il percorso di Angie, dapprima virtuoso e nobile, diventa tortuoso e moralmente involuto quando, dapprima le necessità economiche e poi l’irresistibile impossibilità di rinunciare agli agi raggiunti, la porteranno a compiere un azione vile ed abietta. Vittime dell’avidità di Angie sono i suoi clienti. Un’umanità composta da mille razze e da mille dialetti diversi ma tutti accomunati dalla necessità di un lavoro che dia loro da sopravvivere e che sopratutto restituisca dignità e rispetto per se stessi. Rispetto che Angie sembra proprio aver perduto troppo impegnata a far quadrare un bilancio o a pagare le rate del SUV nuovo di zecca.

Le dinamica intrecciate da Loach sono quelle che a livelli macroeconomici intercorrono tra il cosiddetto Nord e Sud del mondo. Il primo, ricco ed opulento, assillato da bisogni secondari e ossessionato dalla paura di non “arrivare”; il secondo portatore di urgenze primarie dalle quali prescindere non è questione di scelta ma di sopravvivenza. Ed il conflitto tra queste due realtà, come esemplarmente rappresentato da Loach nel finale, non può non diventare violento e pericoloso quando si oltrepassa una data misura.

Con uno stile asciutto ma non scarno il regista inglese, nel delineare il personaggio di Angie, ben interpretato da Kierston Wareing, mette in luce il suo conflitto interiore che si esteriorizza nel senso di colpa per non riuscire, pur nel successo della sua vita lavorativa, a gestire il suo rapporto con il figlio quasi adolescente e con la famiglia pronta a ricordarle i suoi doveri di madre. Contrariamente, in un gioco di specchi e contro specchi dall’alto valore simbolico, ci mostra la semplice felicità di una famiglia di immigrati clandestini dove il sorriso dei bambini non si stempera neanche di fronte a condizioni ambientali disumane. Come a dire, il proletariato non è mai morto.

(Daniele Sesti)



Cast

    Kierston Wareing

... Angie

    Juliet Ellis

... Rose

    Leslaw Zurek

... Karol

    Colin Caughlin

... Geof

    Joe Siffleet

... Jamie

Dati Tecnici

Nazione

 

Regno Unito / Italia / Germania / Spagna

Regia

 

Ken Loach

Sceneggiatura

 

Paul Laverty

Fotografia:

 

Nigel Willoughby

Colonna Sonora

 

George Fenton

Produzione:

 

BIM Distribuzione / EMC Produktion / FilmFour

Distribuzione:

 

Bim

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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