Film del: 2007
Genere: Biografico / Musicale
Durata: 135 minuti Uscito al cinema il: 07/09/2007
Trama:
Storia di Bob Dylan attraverso la sguardo di 7 personaggi differenti.
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Voto medio: 7,00
Recensione del film: Io Non Sono Qui
Sono davvero rarissimi gli esempi di film biografici dedicati ad artisti ancora in vita, e all’interno di questo sparuto gruppetto Io non sono qui di Todd Haynes emerge come qualcosa di assolutamente nuovo. In effetti questa pellicola costituisce un autentico punto di svolta nel genere ormai consolidato del biopic, che viene messo in discussione e capovolto per quanto riguarda la necessaria convenzionalità della storia di vita. La biografia, letteraria o cinematografica è sempre alla ricerca di una riproduzione della realtà tramite il racconto che renda conoscibili alcuni avvenimenti così come sono accaduti secondo la memoria dei protagonisti e dei testimoni. Il procedimento è naturalmente paradossale perché in una rappresentazione della verità entrano sempre in gioco elementi distorsivi più o meno intenzionali. L’arte però, in particolare nel XX secolo, è un qualcosa di riproducibile e può essere reinterpretata, smontata e rimontata fino a diventare qualcosa di altro, eppure immediatamente riconoscibile. Questo è in definitiva il senso della parola “postmoderno” e con Io non sono qui Todd Haynes compie un’operazione squisitamente postmoderna.
Il regista non si limita infatti a mescolare finzione, documentario, video-clip commerciale e video allestimento in un mishmash visionario ma coerente, ma si spinge ben oltre. La personalità dell’artista oggetto dell’indagine viene scomposta in ben sei personaggi distinti (ciascuno interpretato da un attore diverso), nessuno dei quali è da ritenersi “autentico” nel senso tradizionale del termine. Sono però aspetti emblematici di un unico cantante, in grado di trasformarsi, di evolversi e di assumere fisionomie differenti e persino contraddittorie, almeno in apparenza. I produttori hanno definito tali maschere nei seguenti termini: “il menestrello delle pianure del sud, il profeta del folk, il poeta visionario, il giuda elettrico, il divo inossidabile, il predicatore evangelico, il cowboy solitario”. Quello che è avvenuto si mescola con quanto è solo immaginato e tutti i nomi vengono cambiati o stravolti, perché il potere dell’icona non ha bisogno di etichette. Il nome di Bob Dylan non ricorre nemmeno una volta nel corso della pellicola. “Io non ci sono”, si potrebbe dire, come nella canzone dei Basement tapes eseguita a Woodstock con The Band da cui prende il titolo il film. In Pat Garrett e Billy the kid quando ad Alias, il personaggio interpretato da Dylan, viene chiesto il nome, questi risponde: “è una domanda molto interessante”. Alla quale forse è inutile tentare di dare una risposta.
Io non sono qui è un film che farà discutere ad appassionerà gli amanti di Dylan che si divertiranno a seguire le decine di citazioni ed impressioni che fanno parte della sua leggenda. Per chi non ha una grande dimestichezza con il mito di Dylan, l’opera di Haynes resta un lavoro sontuoso, a tratti criptico e spiazzante, ma pur sempre un esempio di grande cinema. E chissà che non sia uno stimolo a conoscere meglio il poeta, il musicista e, perché no, il guitto e il giocoliere. Anche perché lui forse non ci sarà, ma la sua musica sì, e penetra fin dentro alle ossa come una pioggia pesante.