Film del: 2007
Genere: Azione / Commedia / Drammatico
Durata: 103 minuti Uscito al cinema il: 30/04/2008
Un film equilibrato che sposa sapientemente azione e denuncia.
Trama:
Un famoso e spericolato reporter di guerra e il suo fedele cameraman hanno condiviso tutto: lavoro, vita e trincee di mezzo mondo. Ma il conflitto jugoslavo travolge le loro esistenze tanto da costringerli a separarsi. Quando, anni dopo, il reporter concepisce il folle progetto di catturare il più efferato criminale di guerra bosniaco, che né Nato né ONU sembrano interessate a stanare, le loro strade si ricongiungono. Potrebbe essere lo scoop di una vita... ma riusciranno a portare a casa la pelle per raccontarlo?
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Voto medio: 7,14
Recensione del film: The Hunting Party
Il perfetto assortimento dei tre protagonisti è decisamente uno degli elementi più positivi di The Hunting Party (presentato fuori concorso a Venezia 2007), interessante film scritto e diretto da Richard Shepeard. Richard Gere, Terrence Howard (Crash – Contatto fisico) , ed il giovane Jesse Esenberg trovano da subito la giusta alchimia che contribuisce ad aumentare il livello di coinvolgimento del pubblico ad una vicenda davvero drammatica come quella della caccia ai criminali di guerra. Siamo in Bosnia (il regista ci avverte all’inizio che tutto quello che si racconta è vero, tranne le parti ridicole che, diciamo subito, tutto sommato non stonano, aiutando a stemperare un’atmosfera altrimenti troppo pesante. Simon Hunt (Gere) è un inviato televisivo con un passato glorioso ed un presente di reietto dal mondo del giornalismo che non gli ha perdonato una caduta di stile avvenuta qualche anno prima. Ritrova il suo vecchio cameramen che nel frattempo ha fatto notizia ed assieme ad un giovane rampante giornalista decidono di mettersi sulle tracce della “Volpe”, uno spietato criminale di guerra durante la campagna di Bosnia.
Il film scivola via con grande scioltezza grazie anche ad una sceneggiatura solida che ha nei dialoghi i suoi momenti migliori e nella caratterizzazione dei personaggi il suo punto di forza. I tre protagonisti seguendo le pieghe dello script mutano nell’evolversi dell’opera raggiungendo ognuno una consapevolezza più compiuta rapportandosi con le vicende che affrontano.
Il film, che nasce da un articolo scritto da un inviato di guerra, è anche una denuncia relativa alla scarsa efficienza che stanno avendo le indagini sui crimini di guerra compiuti in Bosnia. Basti pensare alla circostanza dell’annuncio messo sui giornali con il quale si richiedono notizie su detti criminali indicando un numero verde che poteva essere chiamato solo dagli USA...
A metà tra un action movie ed una spy story, il film alterna le drammatiche scene degli eccidi con momenti più leggeri per arrivare ad un finale dove le ragioni di Stato e quelle di una giustizia personale entrano inevitabilmente in conflitto e la cui soluzione costituisce il collante che alimenta e tiene alta la tensione.
Tra gli altri interpreti anche Diana Kruger nei panni di una cinica ortodossa cui interessa solo il guadagno e James Brolin che dà il volto alla temutissima “Volpe”.
Un film equilibrato che sposa sapientemente azione e denuncia.