La migliore risorsa italiana sul mondo del cinema
ricerca film:

Kantoku Banzai! - Glory to the Filmmaker!

..............................
SITO UFFICIALE 1
..............................



..............................
FESTIVAL

Festival di Venezia 2007
Fuori Concorso ed Eventi Speciali

..............................



..............................
ARTICOLI CORRELATI




30/08/2007
Venezia tra spie orientali, drammi sulla gelosia e distruzione dei generi

..............................

Kantoku Banzai! - Glory to the Filmmaker!

(Kantoku Banzai!)

Film del: 2007     Genere: Comico / Commedia
Durata: 104 minuti   



Trama:

Metacinema per il Kitano attore / produttore / regista che ricerca le ragione dei suoi insuccessi commerciali per terminare in un delirio comico.



Vota il film!

Voto medio: 3,00

Voto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto acceso


Recensione del film: Kantoku Banzai! - Glory to the Filmmaker!

Non ci sono dubbi: chi si è irritato due anni fa a Venezia di fronte a Takeshis avrà un’esplosione d’ira e di sdegno di fronte a questo secondo prodotto puramente autoreferenziale del cineasta nipponico Takeshi Kitano. C’è però una differenza fondamentale tra i due film. In Takeshis Kitano affrontava il tema del lavoro dell’attore e della doppia “maschera” per cui è popolare nel proprio paese. Da una parte infatti abbiamo Kitano, il gangster duro e spietato e dall’altra Beat Takeshi, il tenero eterno perdente sballottato dalle circostanza in un’esistenza perennemente ai margini. I due sono accomunati da un volto ruvido ed inespressivo, maschera malinconica ed impenetrabile di una tristezza senza nome e senza confini.

In Kantoku banzai! il fuoco dell’indagine di Kitano si sposta su chi è dietro alla macchina da presa, sullo stesso regista che si interroga sul suo passato e su un eventuale futuro. Dopo aver dichiarato di non voler più realizzare film sui gangster Kitano si pone un dilemma durissimo: su cosa fare cinema? Inizia così una carrellata di generi con cui l’autore giapponese vorrebbe o riterrebbe opportuno cimentarsi, presentando prove dagli esiti quanto meno improbabili. Inizia con un cinema alla Ozu, arrivando alla conclusione che sarà pure giusto avvicinarsi alla gente semplice, ma chi vuole vedere per mezz’ora gente che beve caffè e alcolici? La progressione è lenta ma inesorabile: commedie romantiche di vario tipo, pellicole sull’infanzia del regista, film storici, dell’orrore. Spunti destinati al disastro che nella folle corsa verso il baratro si prendono gioco di cliché e convenzioni di genere. Non si tratta però di uno studio analitico sul lavoro del regista quanto proprio di un’esame su di sé, come autore e cineasta. Tutti i maestri del cinema hanno in fondo un’ambizione forte più di ogni altra: imporre nuovi simboli nell’immaginario collettivo, estraendoli dal proprio vissuto, dalle proprie ossessioni e dalle proprie paure. Grazie all’idea del doppio, un pupazzo metallico che prende il posto di Kitano alla minima difficoltà, il regista qui diventa segno cinematografico puro, innescando un meccanismo autoreferenziale che rende labile il confine tra simbolo e ciò che questo dovrebbe rappresentare. Si apre così un varco per un viaggio psicotico ed allucinogeno nella mente del cineasta, che nella sezione dedicata alla fantascienza si trasformerà in fantasmagoria pura, non priva di spassosi tratti di nonsense alla Monty Python.

Nonostante una massiccia dose di autoironia presente dall’inizio alla fine, il tentativo del regista di conseguire un gigantismo di livello monumentale è fin troppo evidente. Da questo punto di vista non ci sono vie di mezzo: questa forma psicopatologica di narcisismo autoriale può essere solo accolta con entusiasmo o respinta con una certa dose di fastidio. Cinema come psicoterapia? Forse, ma pur sempre una terapia deviata, che lungi dal cercare una soluzione ai problemi mentali si crogiola invece al loro interno, con compiacimento assoluto.

(Mauro Corso)



Cast

  "Beat" Takeshi Kitano
(60 anni circa in questo film)

    Toru Emori
(63 anni circa in questo film)

    Kayoko Kishimoto
(47 anni circa in questo film)

Anne Suzuki   Anne Suzuki
(20 anni circa in questo film)

    Keiko Matsuzaka
(55 anni circa in questo film)

    Yoshino Kimura
(31 anni circa in questo film)

    Kazuko Yoshiyuki
(72 anni circa in questo film)

Dati Tecnici

Nazione

 

Giappone

Regia

 

"Beat" Takeshi Kitano

Sceneggiatura

 

"Beat" Takeshi Kitano

Colonna Sonora

 

Shinichirô Ikebe

Produzione:

 

Bandai Visual Company / DENTSU Music And Entertainment / Office Kitano / TV Asahi

...............................................
GALLERIA FOTOGRAFICA
...............................................





..............................

scrivi la tua opinione

..............................