La migliore risorsa italiana sul mondo del cinema
ricerca film:

Karoy

..............................
FESTIVAL

Festival di Venezia 2007
SIC

..............................



Karoy

(Karoy)

Film del: 2007     Genere: Commedia
Durata: 93 minuti   



Trama:

Azat è un buono a nulla, un mentitore capace di ogni cosa, in movimento da un villaggio all’altro in cerca di gente di cui approfittare, un farabutto dall’aria neanche minacciosa, anzi mite, ma privo di qualsiasi scrupolo, in grado tanto di piangere per estorcere con la menzogna denaro ai parenti, quanto di ubriacarsi e compiere le peggiori nefandezze ai danni di donne, vecchie e bambini. Quando gli uomini del villaggio lo mettono nelle condizioni di pentirsi una volta per tutte delle sue malefatte, il ritorno a casa dalla madre morente lo costringe a fare i conti con la sua coscienza: buona o cattiva che sia…



Vota il film!

Voto medio: 

Voto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto acceso


Recensione del film: Karoy

In quest’opera prima Zhanna Issabeva rifugge da alcune tentazioni del cinema orientale, in particolar modo evita di soffermarsi in un facile esotismo che potrebbe avere una qualche presa sul pubblico occidentale e si rifiuta di raccontare quanto sia dura la vita nelle aride zone in cui la pellicola è ambientata. Alla regista interessa soltanto l’esposizione di una storia basata su uomini concreti, sulle loro passioni e sofferenze, senza soffermarsi sullo sfondo. Grossomodo, questi sono gli unici pregi di una pellicola che non offre altri motivi di interesse.

La vicenda di Azat è quella del classico uomo superfluo: un buono a nulla di cui nessuno sente la mancanza perché la sua inattività e mancanza di perspicacia sono solo nuove fonti di dolore per tutti coloro che lo circondano. Il ritorno della madre potrebbe essere un evento fondamentale nella vita dell’uomo, ma l’inutilità di Azat è inossidabile e virtualmente impervia a cambiamenti di qualunque genere. La Issabeva, forse allo scopo di scuotere il pubblico dal profondo torpore in cui questi viene lanciato nei primi minuti di proiezione, introduce il tema dell’eutanasia ma invano. La “buona morte” viene mostrata in maniera meccanica e priva di passione (nonostante le grida disumane del protagonista), soprattutto per l’asetticità della macchina da presa, che sembra del tutto indifferente rispetto a quello che mostra. Gli attori non sembrano professionisti e fanno del loro meglio; lo stesso protagonista sembra più una maschera e diventa ancora più efficace in questo senso quando è coperta di lividi. L’unico personaggio realistico è la moglie di Azat, indignata e furiosa quanto basta data la situazione. Tutti i guai di Azat non provocheranno però in lui la minima evoluzione o mutamento psicologico e da eterno codardo e disadattato sceglierà l’unica via a lui congeniale: la fuga. Una tentazione costante anche per gli spettatori di questo film.

(Mauro Corso)



Cast

    Aiman Aimagambetova

    Gulnazid Omarova

    Kadirbek Demesin

    Rimkesh Omarkhanova

    Yerzhan Tusupov

Dati Tecnici

Nazione

 

Kazakistan

Regia

 

Zhanna Issabayeva

Sceneggiatura

 

Zhanna Issabayeva

Fotografia:

 

Renat Kossay

Produzione:

 

Sun Production / WorkStation Production House

...............................................
GALLERIA FOTOGRAFICA
...............................................





..............................

scrivi la tua opinione

..............................