Film del: 2007
Genere: Drammatico
Durata: 105 minuti Uscito al cinema il: 08/02/2008
Il lavoro compiuto dal maestro francese è semplice nell’esecuzione, incisivo nel risultato e si avvale di un cast prezioso...
Trama:
Una giovane donna in carriera si innamora di un prestigioso e perverso scrittore, ma sposa un giovane milionario squilibrato.
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Voto medio: 6,75
Recensione del film: L'Innocenza del Peccato - La Fille Coupée en Deux
La ragazza tagliata in due presentata da Chabrol nella sezione fuori concorso della 64ma mostra del Cinema di Venezia, si ispira a un fatto realmente accaduto, ossia all’assassinio di un architetto newyorchese, Stanford White, ucciso nel 1906 da un ricco rampollo che aveva sposato l’ex amante di White, Evelyn Nesbit, una giovane indossatrice aspirante attrice, di 22 anni. La stessa storia aveva già ispirato il film di Richard Fleischer, L’altalena di velluto rosso, con Joan Collins, ma Chabrol ha il pregio di riuscire a tracciare le personalità dei protagonisti con delle pennellate rapide e incisive, con dei dialoghi intelligenti, accattivanti e con delle trovate divertenti che catturano la curiosità dello spettatore, senza tener conto della versione precedente.
La sindrome della “crocerossina” nei confronti del giovane e l’attrazione per il vecchio scrittore sono due facce di una stessa medaglia che vengono messe in scena senza secondi fini, solo per mostrare quanto vasta e complicata può essere la natura umana. Gabrielle è innocente e allo stesso tempo calcolatrice. Ha un animo integro, supportato dai sani insegnamenti di sua madre, ma ha voglia di sentirsi diversa. Ecco perché è tagliata in due. Molti potrebbero pensare che questo sia un film su una delle tante perversioni che a volte si nascondono negli animi più semplici. In realtà non è così, e anche se lo fosse, Chabrol ha il merito di parlarne senza mostrare nulla, senza cadere nella volgarità, anzi, conservandosi integro e casto. Questa storia torbida e intrigante è uno spaccato di vita reale, una storia che si ripete sempre uguale e sempre diversa nel corso del tempo. Non era necessario ambientarla all’inizio del secolo scorso, così come era inutile occuparsi del luogo o della psicologia dei personaggi reali.
Il lavoro compiuto dal maestro francese è semplice nell’esecuzione e incisivo nel risultato; si avvale inoltre di un cast prezioso, capace di tirar fuori dai personaggi tutte quelle sfaccettature caratteriali che si mostrano in una maniacale ossessione per le citazioni o in un infantile rosicchiare di unghie, e di una fotografia capace di fermare sullo schermo emozioni che il più delle volte scivolano via senza poter essere correttamente interpretate.