La migliore risorsa italiana sul mondo del cinema
ricerca film:

Sleuth - Gli Insospettabili

..............................
FESTIVAL

Festival di Venezia 2007
In Concorso

..............................



..............................
ARTICOLI CORRELATI




30/08/2007
Venezia tra spie orientali, drammi sulla gelosia e distruzione dei generi


30/08/2007
Kenneth Branagh l'investigatore

..............................

Sleuth - Gli Insospettabili

(Sleuth)

Film del: 2007     Genere: Mistero / Thriller
Durata: 86 minuti   Uscito al cinema il: 09/11/2007   


Un impianto decisamente teatrale per la prova didue maestri della recitazioni che si sfidano in punta di parola


Trama:

Uno scrittore di thriller viene abbandonato dalla moglie. Decide così di invitare l'amante della moglie nella sua vasta tenuta, e di mettere in atto un preciso piano di vendetta.



Vota il film!

Voto medio: 6,64

Voto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto acceso


Recensione del film: Sleuth - Gli Insospettabili

Due uomini colti, educati e – per così dire – civili, si incontrano una notte per una discussione sulla “proprietà” di una donna che entrambi dicono di amare. Così si potrebbe grossolanamente riassumere la trama di questo lavoro di Kenneth Branagh e sarebbe allo stesso tempo preciso e riduttivo. Sleuth è originariamente un testo teatrale del 1970, firmato da Anthony Shaffer, poi adattato per il cinema ed uscito nelle sale italiane con il titolo Gli insospettabili, pellicola di Mankiewicz interpretata da Lawrence Olivier e Michael Caine.

In Sleuth il ruolo di Olivier viene ripreso da Caine, che ha provato un piacere particolare a riprendere la materia del film dal punto di vista dell’illustre antagonista, mentre nella parte del giovane amante troviamo Jude Law, un attore che già si era confrontato con l’eredità di uno degli attori “inglesi per eccellenza” (Caine) in Alfie. Queste non sono però le uniche differenze e novità. Il testo di Shaffer è stato ripreso e profondamente trasformato nientemeno che da Harold Pinter, premio Nobel per la letteratura nel 2005, autentico orefice della parola e autore di uno stile così personale da meritare la creazione dell’aggettivo “pinteriano”.

Sleuth è un film essenziale nella sua forma cinematografica pura, completamente asservita all’arguzia del linguaggio pinteriano. La regia di Kenneth Branagh è il vero investigatore (questa la traduzione letterale del titolo) che indaga sulla natura della mente umana, anzi per essere più precisi maschile. Quello che viene presentato è un gioco intellettuale fra due individui indubbiamente dotati di carisma e cervello. Qualunque paragone ludico è più che valido, dagli scacchi al tennis, ma quello che è importante ricordare è che dal punto di vista dei giocatori il piano della loro sfida è una realtà autosufficiente e valida solo per le parti in causa. Questa “trappola per topi” non è riservata soltanto ai due uomini, perché è un condotto oscuro in cui verrà trascinato volente o nolente anche lo spettatore, vera vittima dei continui rivolgimenti e colpi di scena di cui è costellata questa breve piéce cinematografica. Caine e Law sono due mattatori straordinari che dimostrano una comprensione approfondita ed estremamente raffinata di ogni minima sfumatura del testo di Shaffer/Pinter (la visione in lingua originale dovrebbe essere un "must"). La regia di Branagh, priva della benché minima sbavatura ha un ritmo serrato e preciso di una partita a tennis in cui sia possibile vedere contemporaneamente il viso del battitore, la posizione della palla e l’espressione del ricevitore. Ai due si aggiunge la presenza invisibile della donna, evocata fuggevolmente da poche fotografie e sospesa in un’immanenza quasi simbolica. Altro protagonista è la casa dell’anziano scrittore, un apparente e “classico” cottage inglese che cela al suo interno prospettive escheriane, un ambiente freddo ed impersonale che fa risaltare la natura mentale dello scontro che si svolge al suo interno.

Sleuth è quindi un lavoro memorabile sotto ogni punto di vista, anche perché ogni sorriso che viene strappato allo spettatore rende quest’ultimo partecipe e complice, sedotto dallo straordinario magnetismo dei due protagonisti e quindi preso dal meccanismo infallibile di parola, gesto e linguaggio.

(Mauro Corso)



FILM CORRELATI:

  • (1972) Gli Insospettabili

  • Cast

    Michael Caine   Michael Caine
    (74 anni circa in questo film)

    ... Andrew Wyke

    Jude Law   Jude Law
    (35 anni circa in questo film)

    ... Milo Tindle

    Dati Tecnici

    Nazione

     

    USA

    Regia

     

    Kenneth Branagh

    Sceneggiatura

     

    Harold Pinter / Anthony Shaffer

    Fotografia:

     

    Haris Zambarloukos

    Colonna Sonora

     

    Patrick Doyle

    Produzione:

     

    Castle Rock Entertainment / Media Rights Capital / Timnick Films

    Distribuzione:

     

    Sony Pictures

    ...............................................
    GALLERIA FOTOGRAFICA
    ...............................................





    ..............................

    scrivi la tua opinione

    ..............................