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Wuyong - Useless

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Festival di Venezia 2007
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08/09/2007
Venezia 64 - Tutti i premi

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Wuyong - Useless

(Wuyong)

Film del: 2007     Genere: Documentario
Durata: 80 minuti   



Trama:

Tre affreschi legati ai vestiti, a chi li fa e a chi li indossa... Giornata calda e umida a Canton. Immerse nel fragoroso rumore delle macchine da cucire, le donne lavorano tranquille sotto le lampade a fluorescenza di una fabbrica di vestiti. Gli indumenti creati saranno presto venduti a sconosciuti clienti.



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Recensione del film: Wuyong - Useless

Quante volte nella vita di tutti i giorni ci capitano oggetti, articoli di abbigliamento, cibi e persino strumenti musicali provenienti dalla Cina. Ormai questo capita così spesso che non vi poniamo più attenzione. Intuiamo che tutte queste mercanzie che affollano i nostri scaffali a prezzo bassissimo sono il frutto del sudore della fronte di milioni di lavoratori sottopagati che sgobbano a ritmi massacranti in condizioni di sicurezza quanto meno precarie. Tuttavia cerchiamo di non pensare a questo scomodo fattore.

Inutile è un documentario che pur partendo dal discorso degli sweatshop, espone un lato meno conosciuto del problema, quello cioè della “Haute couture” cinese. Potrebbe sembrare una contraddizione in termini ma le “settimane della moda” che inizano a mostrare interesse per tale genere di produzioni di alta qualità sembrano indicare il contrario. Una giovane stilista ha creato una marca: “Inutile”, per cui vengono prodotti abiti rigorosamente cuciti a mano, senza l’ausilio di macchinari tessili tradizionali. Quello che la donna sostiene è che imbarcarsi in un’operazione di questo genere può essere un gesto di rivolta, perché lontano dalle regole del mercato. Un capo fatto a mano non è solo più bello ma anche più durevole e resistente: l’esatto contrario di quanto predica la società dei consumi che vuole che uno stesso prodotto venga acquistato più e più volte, garantendo quindi il movimento dell’economia. Lo svantaggio di acquistare oggetti di massa, secondo quanto sostiene ancora la coraggiosa stilista, consiste nel possedere cose senz’anime, che non sono in grado di raccontare storie. Un bicchiere comprato al mercato e utilizzato una sola volta non ha nulla da dire, mentre un oggetto che è stato usato, vissuto, forse persino amato ha molte storie, ricordi, memorie, individuali e di gruppo. Per tale ragione colei che sostiene questa tesi forse bizzarra ma non priva di fascino seppellisce i propri vestiti, in modo che la natura lasci il proprio marchio su di essi trasformandoli da oggetti inerti a capi di abbigliamento dotati di personalità propria.

La storia prosegue mostrando una coppia che ha acquistato dei vestiti. Entrambi sono dei minatori e quei capi d’abbigliamento così curioso garantiscono loro un momento di relax dal duro lavoro nei budelli di carbone, che trasforma anch’esso uomini, cose e abbigliamento, in maniera irreversibile e potenzialmente fatale.

Tramite questa breve parabola il regista analizza in maniera molto leggera e mai pedante diversi aspetti del legame tra uomo, natura e produzione industriale e dell’intimo legame che noi, la “razza più evoluta” stabiliamo fra i vertici di questo triangolo che costituisce il mondo in cui viviamo. Sorge il dubbio che i capi mostrati siano sì belli e “sapienti”, ma comunque riservati ad élite.

(Mauro Corso)



Cast

    Ma Ke

Dati Tecnici

Nazione

 

Cina

Regia

 

Jia Zhangke

Sceneggiatura

 

Jia Zhangke

Produzione:

 

Xstream Pictures

Distribuzione:

 

non distribuito

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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