Film del: 2007
Genere: Commedia / Romantico
Durata: 100 minuti Uscito al cinema il: 09/05/2008
Da un bacio possono scaturire conseguenze inimmaginabili.
Trama:
Quando Gabriel ed Emilie si incontrano assolutamente per caso, non sanno che sarà l'inizio di una lunga storia. Una storia che Emilie racconta a Gabriel per spiegargli perché lei rifiuta un innocente bacio. Una storia anche sugli amici di lei, Nicolas e Judith, il cui primo e innocente bacio ha scatenato una reazione a catena dalle conseguenze catastrofiche. Una storia che potrebbe ripetersi...
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Voto medio: 7,00
Recensione del film: Solo un Bacio per Favore
Da un bacio possono scaturire conseguenze inimmaginabili. Un bacio, casto ed appassionato, innocente o lascivo, può stravolgere vite ed esistenze, distruggere rapporti, ma anche costruire nuovi mondi meravigliosi, scoperchiare abissi di sensualità nascoste, creare realtà prima impensabili. Pochi come i francesi sanno fare film d’amore. Pochissimi, sono capaci di realizzarne uno che per un’ora e mezza intesse una ornata trama attorno all’irresistibile fatalità dell’attrazione tra uomo e donna. E questo, senza mostrarti una sola scena di sesso, senza la necessità di rivelarti un pube un primo piano o la flessione di un muscolo teso nella fatica dell’amplesso.
Il regista francese Emmanuel Mouret, al suo terzo lungometraggio, realizza con Un baiser, s'Il vous plait (“Un bacio, per favore”), un film maturo nella sua genesi e nel suo svolgimento. Utilizza l’espediente del “raccontato” – la vicenda ci viene esplicitata da soggetti terzi rispetto alla storia – che facilita il veicolare del messaggio rendendolo più letterario e quindi anche più paradigmatico. Lo stile adottato è semplice e la narrazione scorre tranquilla anche nei colpi di scena, come ad esempio nel finale che suggella significatamene tutto ciò che fino a quel momento si era raccontato. Nella sua essenzialità, però, la messinscena non è mai banale e tutte le sequenze accompagnano argutamente l’evoluzione della storia scoprendone piano piano tute le implicazioni, anche le più nascoste. In questa dinamica si muovono gli attori (tra i quali oltre allo steso regista registriamo la presenza di Stefano Accorsi e di Virginia Ledoyen), tutti dotati della necessaria sensibilità verso una storia che altrimenti sarebbe anche potuta risultare stucchevole.
Il film, in conclusione, presentato alle Giornate degli Autori del 64° Festival del Cinema di Venezia, convince anche perché affrontato lontano dai foschi toni del melodramma ma con una leggiadria che non ne inficia però il valore concettuale.