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Continental. Un Film Sans Fusil

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Continental. Un Film Sans Fusil

(Continental. Un film sans fusil)

Film del: 2007     Genere: Drammatico
Durata: 103 minuti   


Un uomo si sveglia su un autobus. Sono scesi tutti. E' notte. Esce dall'autobus e si ritrova solo.


Trama:

Un uomo si sveglia su un autobus. Sono scesi tutti. E' notte. Esce dall'autobus e si ritrova solo. L'autobus si è fermato sul limitare di una foresta. Sull'altro lato, la strada è nascosta nell'oscurità. Dalla foresta, provengono suoni –i suoni di una foresta di notte. Dopo molto esitare, l'uomo entra nella foresta, scomparendo nell'oscurità.



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Recensione del film: Continental. Un Film Sans Fusil

Uno dei fondatori del movimento Kino, Stéphane Lafleur, si cimenta con il suo primo lungometraggio e con un tema molto particolare: la solitudine.
Declinando in vario modo l’idea di partenza, il giovane regista mette in scena un gruppo di persone che, girando in circolo, finiranno per incontrarsi e, forse, per placare, almeno per un po’, quel senso di abbandono che riempie la loro vita.
Il tema di fondo viene analizzato attraverso l’occhio critico della cinepresa che, scandagliando la vita e gli animi di persone profondamente diverse fra di loro, rimanda allo spettatore frammenti struggenti di vite disperate.

La sceneggiatura, però, non si sofferma sul perché i personaggi in questione si trovino in quella particolare situazione. Non si sa perché la receptionist dell’hotel è sempre laconica, triste e sfuggente e perché il vecchio rigattiere-scommettitore vive solo, ma per qualsiasi problema telefona sempre alla stessa donna, che accorre preoccupata.
Non è dato sapere perché il marito della signora bionda decide di punto in bianco di abbandonarla e sparire nel nulla, né perché l’assicuratore ha voluto a tutti i costi cambiare lavoro e allontanarsi dalla famiglia.
Le supposizioni che si possono fare sono molte, ma la sceneggiatura, la regia e il montaggio finale non aiutano.

L’ambientazione è fredda, essenziale. La disperazione ricopre tutto, senza lasciare via di scampo. Non si percepisce calore umano e, l’unico gesto che potrebbe andare in questo senso, scade in un voyeurismo che si rivela assolutamente fuori luogo.
Solo alla fine si scorge un barlume di speranza, che però, potrà essere trovata percorrendo una strada sconosciuta che si apre sul limitare di un bosco fitto ed oscuro.

(Teresa Lavanga)



Cast

    Marie-Ginette Guay

... Lucette

    Gilbert Sicotte
(59 anni circa in questo film)

... Marcel

    Fanny Mallette

... Chantal

    Réal Bossi

... Louis

Dati Tecnici

Nazione

 

Canada

Regia

 

Stéphane Lafleur

Sceneggiatura

 

Stéphane Lafleur

Fotografia:

 

Sara Mishara

Produzione:

 

Micro-Scope

Distribuzione:

 

non distribuito

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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