Film del: 2007
Genere: Drammatico
Durata: 90 minuti
Yacine, dall'andatura dinoccolata, un corpo troppo grande che si trascina dietro in modo superbamente goffo.
Trama:
Yacine, dall'andatura dinoccolata, un corpo troppo grande che si trascina dietro in modo superbamente goffo. Il suo desiderio di assoluto, la sua violenza nascosta, il suo entusiasmo infantile. C'è Lei, l’acrobata, Lei che posa nuda, Lei che sfila come indossatrice e ci sono Moussa, Djibril, Vincent, Pelé, James Brown. Le sue frustrazioni, i suoi tentativi, i suoi rancori,tempi sospesi e una porta da qualche parte. Afferrarsi al proprio corpo, salire, girare come un derviscio per andare in trance... Un corpo troppo pesante, uno spirito leggero...
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Voto medio: 6,33
Recensione del film: Andalucia
La Francia è fra i paesi a più alta integrazione razziale, eppure non mancano situazioni critiche. A testimonianza di questo grave problema, Alain Gomis torna a posare l’occhio della sua cinepresa sul mondo dell’immigrazione. Questa volta, però, il protagonista non dovrà decidere se tornare nel suo paese o rimanere in quella terra straniera che gli ha consentito di realizzarsi. Yacine, trentenne pieno di entusiasmo vuole restare in Francia, però fa fatica a vedersi come un “negro”, uno schiavo al servizio del padrone di turno, un cane costretto a leccare le suola delle scarpe di tutti i passanti. Yacine lascia la sua casa, la sua famiglia ed i suoi amici che si ostinano a vivere nei brutti palazzi in periferia per trasferirsi in una roulotte, dove si sente finalmente libero di fare le sue scelte.
La pellicola che ne scaturisce è cruda ma toccante. Semplice nel suo modo di esporre i fatti e soprattutto capace di rimandare la frustrazione, la voglia di riscatto e la necessità di sentirsi accettati e rispettati. E’ un vero e proprio road-movie che segue le avventure del protagonista che si incontra e si scontra con la sua cultura e con quella del paese che lo ospita. Il viaggio di Yacine per le strade di Parigi fino in Andalucia (una sorta di terra promessa), è in realtà il viaggio di colui che cerca la propria strada. L’epilogo un po’ surreale alleggerisce il tema trattato, senza permettere di dimenticare la paura, lo smarrimento e l’umiliazione sempre presenti sui volti di coloro che accompagnano, anche se brevemente, Yacine nel viaggio verso il suo personale “nirvana”.