Film del: 2007
Genere: Costume / Drammatico
Durata: 134 minuti Uscito al cinema il: 05/10/2007
La creativa sensibilità melodrammatica di Ozon si traduce nell’esuberanza e nella morbidezza dell’interpretazione di Romola Garai
Trama:
Angel è una giovane donna che fatica ad adattarsi alla realtà. Contro le convenzioni sociali e familiari dell’Inghilterra di inizio secolo, che la vorrebbero (soltanto) moglie e madre, sceglie di realizzarsi e di riscattarsi attraverso la scrittura. Dopo la sua prima pubblicazione ottiene fama, gloria e amore. Ma la guerra e l’arruolamento volontario dell’adorato Esmé infrangeranno il suo sogno.
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Voto medio: 7,00
Recensione del film: Angel - La Vita, il Romanzo
L’amore che balza in primo piano in Angel è, naturalmente, quello appassionato della protagonista per Esmé Howe-Nevinson. Ma quello sotterraneo non è meno importante. È l’amore di François Ozon per il melodramma americano degli anni Trenta e Quaranta: il cinema della vita, dell’immediatezza dei corpi, del gesto esagerato. Ispirato e basato sulle pagine della scrittrice britannica Elizabeth Taylor, Angel dichiara ancora una volta la cinefilia assoluta del regista francese. Il suo omaggio (mai lezioso) si propone di riconquistare alla discussione critica il genere più ingiustamente trascurato della storia del cinema, aggiornandone i contenuti e gli stili. La sua protagonista è una scrittrice di feuilleton col vizio del sogno e dell’affabulazione, che inventa per sé e per gli altri un passato e un presente, che costruisce un “paradiso” in terra (Villa Paradise) da riempire di specchi, scalinate e sfarzo pacchiano.
Cresciuta in un suburbio dalla madre droghiera, Angel supera i confini del proprio ambiente sociale realizzandosi nella scrittura. Per la giovane scrittrice tutto ciò che è tangibile e immediato è ripugnante, soltanto l’illusione è davvero reale. Le storie raccontate nei suoi “insopportabili” romanzi rosa rappresentano l’ordine che Angel ha trovato per il suo caos. L’angelo di Ozon forgia a propria difesa una personalità forte e indipendente, che la rende prossima alla Vivien Leigh del melodramma in technicolor di Victor Fleming. Dell’eroina letteraria della Mitchell, Angel condivide l’estremismo emotivo e l’eccesso formale e sentimentale. L’incontro passionale tra la scrittrice e il pittore, favorito e contrastato al tempo stesso dagli eventi storici come accadeva in Via col vento o “sul” Ponte di Waterloo, è paradigmatico rispetto al genere. Angel è un’amante all’ennesima potenza, interprete assoluta e falsificante dei già menzogneri segni dell’amore.
Come le donne appassionate ed eroiche di cui scrive nei suoi romanzi, la protagonista si muove su fondali e trasparenti dove tutto è gioioso e insieme illusorio, tutto è fotograficamente intenso quanto la passione sperimentata. Il rigido rifiuto della realtà e la fuga nel sogno impediscono ad Angel di comprendere che l’amore come la fama sono semplicemente già finiti, già svaniti. Quello che resta è una vita posticcia, un amarsi addosso, un amore insensato in fondo al quale la morte aspetta impaziente. La creativa sensibilità melodrammatica di Ozon si traduce nell’esuberanza e nella morbidezza dell’interpretazione di Romola Garai. Infine, la musica di Philippe Rombi ha un peso rilevante e sottilmente creativo, introducendo il coinvolgimento emotivo della protagonista. Lacrime, palpiti e applausi.