Film del: 2007
Genere: Drammatico
Durata: 115 minuti Uscito al cinema il: 06/07/2007
Da apprezzare la scelta emotiva di Techinè, che opta per una conclusione del film affatto banale evitando al pubblico la facile e prosaica emozione di un pianto finale
Trama:
Manu, un ragazzo francese, arriva a Parigi e diventa amico di un medico di nome Adrien, il quale gli aprirà le porte di un nuovo mondo dove conoscerà Mehdi, un poliziotto sposato e con un figlio, ma con il quale intraprenderà una storia d’amore, che avrà però un doloroso epilogo.
I temi dell’AIDS e dell’omosessualità, drammaticamente collegati tra loro, si intrecciano con le singolari vicende dei protagonisti in un intreccio di amicizia, costumi e identità sessuali spinti a quell’estremo molto lontano dall’uomo della strada. L’intento del film è quello di presentare questa realtà in maniera obiettiva e priva di pregiudizi, integrata in una società che prende atto delle “diversità” facendole proprie.
Un poliziotto arabo, che per di più si scopre bisessuale, è l’estremizzazione di un mondo che cambia, non importa se poi è costretto a fingere o fare buon viso a cattivo gioco per mantenere quella facciata richiesta da un rappresentante del braccio operativo del Sistema; quello che conta sono i sentimenti, ciò che in realtà egli prova e di cui non riesce a fare a meno. Al di fuori di questa ottica c’è proprio quella società che vorrebbe imporci le sue norme comportamentali, indicarci cosa è giusto o sbagliato; perfettamente sintetizzato dalla scelta del regista di utilizzare come mezzi narrativi un medico ed un poliziotto, ovvero coloro che dovrebbero rappresentare la sicurezza dell’istituzione.
Da apprezzare anche la scelta emotiva di Techinè, che opta per una conclusione del film affatto banale evitando al pubblico la facile e prosaica emozione di un pianto finale. Il regista preferisce che gli spettatori si commuovano per i bei momenti della vita di Manu e non con una convenzionale scena di morte. E’ una scelta che lascia spiegare alla madre di Sarah (la moglie di Medhi), e che si articola nella concezione che la morte non è un fine, tutto continua ed è un “miracolo” essere vivi. La fine diventa così un inizio, quantomeno per chi sopravvive. La morte di Manu e l’aver vissuto con lui, dona ai suoi amici la forza di andare avanti con più convinzione di prima, e di vivere anche per lui.