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Zodiac

(Zodiac)

Film del: 2007     Genere: Docu-fantasy / Thriller
Durata: 158 minuti   Uscito al cinema il: 18/05/2007   



Trama:

La ricostruzione - romanzata - della caccia al killer Zodiac, attivo nella zona di San Francisco, durata un intero ventennio dal 70 all'80.



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Recensione del film: Zodiac

Ha ispirato l’invenzione del tenente Colombo, quella di Steve Mc Queen in Bullit e quella del personaggio di Michael Douglas nel telefilm “Sulle strade di San Francisco”: di origine italiana, stropicciato e fedele ad un trench di color senape in ogni stagione, David Toschi è il nome di quel celebre poliziotto di Frisco – il nickname che la città aveva negli anni ’70 – e che per buona parte dei 22 anni raccontati in Zodiac diede la caccia ad un serial killer che infiammò la cronaca, disseminò vittime e sangue sui sedili delle loro auto e non venne mai beccato. Non è sorprendente attendersi da David Fincher, il regista di Seven un film su un serial killer. Lo è aspettarsi questo film.

Anche Clint Eastwood fu influenzato da questo celebre caso di cronaca in cui un omicida seriale inviava puzzle esoterici, cinefili e astrologici ai quotidiani (il suo primo Dirty Harry ha a che fare proprio con un criminale modellato su quel maniaco) e anche Fincher che da giovane, negli anni ’60, cominciò a raccogliere gionali, libri, notizie, come ad un certo punto inizia a fare il redattore e disegnatore Jackye Gyllenhaal che lavora nella redazione del “San Francisco Chronicle” che il serial killer sceglie come interlocutore privilegiato e che è il set principale del film. Ecco la prima differenza con i thriller di analogo argomento. Il film somiglia più a Tutti gli uomini del presidente che a Il silenzio degli innocenti, come se Fincher volesse dirci: investigare un fatto così sanguinoso che interessa l’intera opinione pubblica, non è solo una questione di cui possano occuparsi poliziotti ed esperti. Gli abissi del male sono assorbiti dalla vita di tutti, anche di coloro che ne sono completamente estranei.

Di qui, l’andamento del film: poca tensione (un paio di esplosioni emotive: all’inizio e alla fine), la fatica frustrante e quotidiana dell’indagine per le strade di san Francisco che consuma le suole di scarpe di più decenni. Le piste si aprono e si chiudono, gli adulti invecchiano, i figli crescono, qualcuno non ce la fa e muore. Ma l’assillo dell’omicida annidato chi sa dove, resiste come un proiettile sparato dentro una quercia. Dal poliziotto al giornalista di seconda fila, l’ossessione della giustizia e del mistero – il film di Fincher è un film su questa ossessione più che su un serial killer – passa dagli scanzonati anni sessanta alla fine degli anni ’70, dalle lunghe ciocche degli hippies di quei decenni, alla soglia del sogno dei brocker (il film di Muccino di quest’anno).

Mark Ruffalo, il poliziotto, è un attore superbo cui il film non concede quello scatto e quell’attenzione finale che il personaggio sembrerebbe meritare, Gyllenhaal continua a non sembrare proprio il grande attore che il successo dei film che ha interpretato sembrerebbe sancire, ma il suo ruolo da vicario ben si addice alla gittata limitata delle sue risorse. Pregevole solidità dà al film un’eccellente manica di attori di carattere e comprimari: Philip Baker Hall, Brian Cox, l’Anthony Edwards di “E.R.” Robert Downey Jr e, soprattutto, John Carrol Lynch – l’unico vero sospetto: tutti sanno che molto probabilmente è lui il mostro, ma la polizia non riesce a incastrarlo. Neanche nella realtà.

E’ proprio questo che fa di Zodiac un film tutt’altro che comune. Mentre l’immaginario della TV è saturo di esperti di criminologia e tecniche scientifiche in grado di risolvere qualsiasi crimine, il film, accompagnato dalla essenziale pressione sonora di David Shire (il grande musicista della Conversazione di Coppola) e dai gialli vividi e dalle tinte notturne della fotografia in alta definizione di Harris Savides, non fa che costruire con metodica inesauribilità una ossessione collettiva che si fossilizza ed una frustrazione che scava se stessa nella vita di un gruppo di individui come un torrente un canyon interminabile, oscuro, profondo. Ma è l’unica cosa che resta mentre cambiano i tagli di capelli, i design delle auto e degli elettrodomoestici e vanno per sempre in soffitta i trench.

(Mario Sesti)



Cast

Jake Gyllenhaal   Jake Gyllenhaal
(27 anni circa in questo film)

... Robert Graysmith

Mark Ruffalo   Mark Ruffalo
(40 anni circa in questo film)

... ispettore David Toschi

Anthony Edwards   Anthony Edwards
(45 anni circa in questo film)

... ispettore William Armstrong

Robert Downey Jr.   Robert Downey Jr.
(42 anni circa in questo film)

... Paul Avery

Brian Cox   Brian Cox
(61 anni circa in questo film)

... Melvin Belli

John Carroll Lynch   John Carroll Lynch
(44 anni circa in questo film)

... Arthur Leigh Allen

Chloë Sevigny   Chloë Sevigny
(33 anni circa in questo film)

... Melanie

Elias Koteas   Elias Koteas
(46 anni circa in questo film)

... sergente Jack Mulanax

Dermot Mulroney   Dermot Mulroney
(44 anni circa in questo film)

... capitano Marty Lee

Richmond Arquette   Richmond Arquette
(44 anni circa in questo film)

... Zodiac 1 e 2

    Bob Stephenson
(40 anni circa in questo film)

... Zodiac 3

John Lacy   John Lacy
(42 anni circa in questo film)

... Zodiac 4

Philip Baker Hall   Philip Baker Hall
(76 anni circa in questo film)

... Sherwood Morrill, esperto calligrafo

Dati Tecnici

Regia

 

David Fincher

Sceneggiatura

 

James Vanderbilt / Robert Graysmith

Fotografia:

 

Harris Savides

Colonna Sonora

 

David Shire

Produzione:

 

Warner Bros / Paramount Pictures / Phoenix Pictures

Distribuzione:

 

Warner Bros

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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