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Bordertown

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Bordertown

(Bordertown)

Film del: 2007     Genere: Drammatico / Poliziesco / Thriller
Durata: 115 minuti   Uscito al cinema il: 23/03/2007   



Trama:

A Juarez, una cittadina del Messico al confine con gli Stati Uniti, vengono barbaramente assassinate un numero impressionante di donne. Eva, una sedicenne indiana sopravvissuta ai suoi assassini, è decisa a denunciarli. Alfonso Diaz, direttore del quotidiano locale El Sol, e Lauren Adrian, una giornalista inviata dal Chicago Sentinel, investigheranno sulla vicenda per consegnare i responsabili alla giustizia. Ma nessuno collabora e la polizia, ostile, insabbia indagini e cadaveri.



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Recensione del film: Bordertown

A Juarez, polverosa cittadina del Messico, giovani donne in cerca di lavoro e fortuna vengono impiegate nelle “maquiladoras”, fabbriche sorte lungo la frontiera con gli USA in virtù dell’Accordo di Libero Commercio Nord Americano NAFTA (North American Free Trade Agreement). Per quattro dollari al giorno le donne di Juarez assemblano televisori o computer a basso costo destinati al mercato americano, sopportano violenze domestiche, le attenzioni particolari dei datori di lavoro e dal 1993 spariscono, stuprate e uccise, nel deserto che lambisce la periferia. Le famiglie le piangono e le seppelliscono, le autorità che hanno mancato di garantirne la sicurezza le ignorano. Nelle “maquiladoras” vengono semplicemente rimpiazzate e l’orrore ricomincia. Questi i fatti.

Dal 1995, dal ritrovamento del cadavere della quattordicenne Rosa Isela Tena Quintanilla, gli omicidi ad opera di ignoti hanno acquistato una sconcertante periodicità. Più di cinquecento donne assassinate, più di 4500 denunce di stupro, circa dodici al giorno. L’età media di queste donne è compresa tra i venti e i ventidue anni ma negli ultimi tempi il numero di minorenni sfruttate, abusate e uccise è aumentato a dismisura. Questi i numeri.

Le modalità del ritrovamento dei corpi sono sempre le stesse, le interpretazioni azzardate per spiegare quelle morti le più svariate: traffico di organi, rituali satanici, sadismo, orge ad uso e consumo dei narcotrafficanti (per Juarez transita l’ottanta per cento della cocaina proveniente dalla Colombia).
Gregory Nava, il regista nato e cresciuto proprio sul confine che separa gli Stati Uniti dall’inferno, si è documentato sul “femicilio” di Juarez e dopo sette anni difficili è riuscito a realizzare Bordertown. Un film commerciale che subisce le pressioni dell’industria hollywoodiana, attento alle mode dominanti in campo estetico e alla filosofia dell’intrattenimento. Presta il fianco al gioco dei buoni e dei cattivi senza considerare che l’infamia è sempre il prodotto delle istituzioni più che delle personalità che in esse operano.

Questo è cinema, ma ci sentiamo di assolverlo perché è una riflessione sul potere coercitivo e sulla dittatura culturale che gli “uomini” hanno imposto alle donne. Se Bordertown ha il torto della retorica, il buono buonissimo e il “villain” cattivissimo, la giornalista sprezzante coi potenti e il direttore riverente, non ha quello della prudenza, pure accentuata dalla velocità dell’azione e dalla spettacolarizzazione dei fatti rappresentati. È rabbioso e rancoroso di fronte alla violenza, offre una rassegna puntuale delle modalità con cui è percepita la donna in una cultura maschilista e sessuofoba: il cattolicissimo Messico che strozza nel deserto le sue madonne con le loro stesse catenine, da cui pende impotente e rassegnata la Madonna del Rame. A Juarez gli uomini esercitano la pratica del dominio (lo stupro), abiurano ogni comportamento morale e la fanno franca. Dove stanno le ragioni profonde di questa ingiustizia? Nella scarsa coscienza collettiva, nei limiti culturali, quelli che considerano la vita di una donna come un’appendice a quella dell’uomo e la sua morte un’occasionale violenza fisica e non la cancellazione dell’identità e del diritto a una vita indipendente.

La violenza sulle donne è trasversale e globale, colpisce il terzo mondo e non risparmia affatto il “democratico” occidente. Ogni risultato favorevole alle donne, ogni scatto di libertà femminile (nello stato di Chihuahua le donne occupano il 48,3% dei posti di lavoro disponibili), coincide con una regressione e una reazione maschile. Questa è Storia.
Dalle combattenti mamme di Juarez arrivano le premesse di una nuova cultura, contro l’omertà autorizzante e assolvente della società degli uomini. Un invito a impegnarsi a partire proprio dagli “altri uomini”, quelli che amiamo. Questo sarebbe amore.

(Marzia Gandolfi)



Cast

Jennifer Lopez   Jennifer Lopez
(38 anni circa in questo film)

... Lauren Fredericks

Antonio Banderas   Antonio Banderas
(47 anni circa in questo film)

... Diaz

Sonia Braga   Sonia Braga
(57 anni circa in questo film)

... Teresa

Martin Sheen   Martin Sheen
(67 anni circa in questo film)

... George Morgan

    John Norman
(64 anni circa in questo film)

... senatore Rawlings

    Teresa Ruiz

... Cecilia

Dati Tecnici

Nazione

 

USA / Regno Unito

Regia

 

Gregory Nava

Sceneggiatura

 

Gregory Nava

Fotografia:

 

Reynaldo Villalobos

Colonna Sonora

 

Graeme Revell

Produzione:

 

Mobius Entertainment / Nuyorican Productions / Mosaic Media / El Norte Productions

Distribuzione:

 

Medusa

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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