Film del: 2006
Genere: Costume / Mistero / Thriller
Durata: 110 minuti Uscito al cinema il: 06/04/2007
Il film è qualcosa di molto particolare quasi un piccolo gioiello di un’epoca passata con la sua tranquilla lentezza, le sue atmosfere ovattate, i suoi dialoghi misurati
Trama:
Un'illusionista si innamora della promessa regina, ma verrà coinvolto un complotto da cui sarà difficile fuggire.
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Voto medio: 7,56
Recensione del film: The Illusionist
Forse la colpa più grande di The Illusionist è quella di essere uscito dopo The Prestige ed avere un titolo così assonante con quest’ultimo. Soltanto che il film con Edward Norton non può vantare un regista del calibro di Nolan, da esporre sul poster, e con la sua atmosfera rarefatta sembra quasi essere una di quelle produzioni TV create ad hoc per cavalcare l’onda del successo di qualcun altro. Insomma sembrano assenti i geni del successo.
Invece il film è qualcosa di molto particolare quasi un piccolo gioiello di un’epoca passata con la sua tranquilla lentezza, le sue atmosfere ovattate tipiche della Vienna ottocentesca, i suoi dialoghi misurati, le musiche orchestrali di Glass ed un’estetica quasi da museo. Una serie di componenti, che uniti ad un plot venato di mistero e di un continuo giocare a rimpiattino ci riportano indietro di quasi quarant’anni, ma che incredibilmente funzionano, soprattutto grazie al carisma magnetico del protagonista un Edward Norton capace sempre di stupire e non solo grazie ai suoi trucchi da illusionista. E’ proprio lui il fulcro dell’opera riuscendo a mantenere sempre la credibilità necessaria senza scivolare nel grottesco. Da spalla un Giamatti ormai consacrato “re dei caratteristi” nelle vesti di un ispettore che sarebbe risultato eclissato se affidato a qualcuno con meno spessore, come – ad esempio - il Rufus Sewell, oramai prigioniero di questi ruoli da “villain” - che veste i panni di un principe ereditario troppo sopra le righe.
In un contesto così particolare l’ostacolo maggiore sul quale si è impuntata la regia di Neil Burger è la lunghezza decisamente dilatata rispetto alla novella di Steven Millhauser, più serrata ed immediata, ed è quello che sicuramente allontanerà gli spettatori più giovani alla continua ricerca di input adrenalici, ma è anche la componente che lo rende qualcosa di diverso dal monotono panorama generale.