Film del: 2006
Genere: Drammatico
Durata: 101 minuti Uscito al cinema il: 20/04/2007
È l'ambiguità della vita, il cui senso spesso sfugge a chi c'è dentro, che Bilge Ceylan racconta, da osservatore più che da narratore
Trama:
La fine dell'amore tra Isa e Bahar attraversa tre stagioni: una vacanza estiva al mare, nella regione del Kas; la visita in autunno di Isa ad un'ex amante in città; il nuovo incontro di marito e moglie sul set di una produzione televisiva, sotto la neve. Manca la primavera: nessun annuncio di una rinascita dell'amore smarrito.
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Voto medio: 7,00
Recensione del film: Il Piacere e l'Amore
Isa e Bahar sono una coppia in crisi. Come un bollettino meteorologico, Il Piacere e l'Amore, in originale "Climi (Iklimler)", fotografa le nubi che si addensano su di loro in tre momenti, corrispondenti a stagioni diverse. Una vacanza estiva al mare, nella regione del Kas; la visita in autunno di Isa ad un'ex amante in città; il nuovo incontro di marito e moglie sul set di una produzione televisiva, sotto la neve. Manca la primavera: nessun annuncio di una rinascita dell'amore smarrito.
Il regista turco Nuri Bilge Ceylan, già premiato a Cannes per il precedente Uzak, torna a raccontare una storia avvenuta fuori campo, in un prima di cui non ci è dato sapere nulla o quasi, per indagarne i resti. Non è un caso che il film si apra su un sito archeologico: Isa, fotografo e professore universitario, cerca la giusta inquadratura per fermare l'immagine di una colonna, un basamento, uno scorcio di macerie preziose. Bilge Ceylan gli presta il corpo, sovrapponendosi così al suo personaggio. Entrambi, regista e fotografo, sono cacciatori di immagini, entrambi cultori dell'attesa, investigatori sensibili. Poco distante, ma in continuo movimento di allontanamento, c'è Bahar, che ha le sembianze di Ebru Ceylan, moglie nella vita e nell'arte.
L'intero racconto della loro relazione -esaurita, capricciosa, arresa o nervosa- si scrive nell'alternanza dei piani. La forma filmica è piena di senso: dal campo lungo al primissimo piano, passando per una varietà di stadi intermedi, Il Piacere e l'Amore ci racconta la posizione di un personaggio rispetto all'altro, senza bisogno di parole, con le sole armi del cinema. Esemplare, in questo senso, è la sequenza del brusco amplesso tra Isa e Serap, l'amante, che li spinge dal divano fino quasi ad uscire dallo schermo e ad urtare la macchina da presa o il momento in cui Bahar e Isa si fronteggiano dai lati opposti della strada, di nuovo insieme, nella stessa immagine, dopo aver cercato invano la separazione.
A questa profondità (di campo) si associa un racconto dilatato e persino leggero, senza angosce ma senza semplificazioni, a tratti venato di sottile comicità, come nella sequenza di Isa con i genitori. È l'ambiguità della vita, il cui senso spesso sfugge a chi c'è dentro, che Bilge Ceylan racconta, da osservatore più che da narratore. Motore del film, infatti, non è tanto quel che accade ma piuttosto lo sguardo della donna, Bahar, talvolta duro e talvolta fragile, sempre tenuto a lungo, ultimo contenitore di un desiderio che non trova la via di comunicazione con Isa ma che arriva dritto allo spettatore.