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A Est di Bucarest
(A Fost sau n-a fost?)
Film del: 2006
Genere: Commedia / Drammatico
Durata: 89 minuti Uscito al cinema il: 06/10/2006
Un giovane regista rumeno si interroga sulla rivoluzione con un film “piccolo” (nella durata e nel budget) ma prezioso
Trama:
Bucarest, dopo sedici anni dalla rivoluzione un giorno di Dicembre, vicini alla vigilia di Natale, alcuni personaggi si preparano all'evento in diversi modi, affrontando diversi problemi..
Il 22 dicembre 1989 a Bucarest le piazze accoglievano con entusiasmo la rivoluzione: Ceausescu fuggiva in elicottero e si consumava la fine della dittatura comunista. Sedici anni dopo, un giovane regista rumeno nato e cresciuto a est di Bucarest si interroga sulla rivoluzione con un film “piccolo” (nella durata e nel budget) ma prezioso, premiato a Cannes con la “Camer d’Or”. La marginalità e la periferia sono il luogo fisico che il regista vuole abitare e rappresentare. Nei quartieri della cittadina di Vaslui vive un’umanità varia, con una propria verità sulla rivoluzione. Sollevata o subita?
Nell’inverno del 1989, a pochi giorni dal Natale e da una abbondante nevicata, la gente di Vaslui era tutta davanti al televisore a seguire in diretta la fuga grottesca del dittatore. Soltanto dopo la disfatta del regime, la piazza del municipio si animò di cittadini in festa, eppure in televisione qualcuno giura di averla fatta la rivoluzione, di averla cercata e provocata. Il dibattito mediatico diventa allora un processo storico alle tante verità individuali, che non fanno mai la verità storica. Il tono adottato da Corneliu Porumboiu è quello leggero e grottesco del suo connazionale Mircea Daneliuc: come la neve dell’epilogo cade e si spalma sulla città, sui protagonisti e sulla rivoluzione che a est di Bucarest non ha avuto eroi. Può mai essere un eroe un insegnante ubriacone, che ha smesso di insegnare e interroga da sempre e da sobrio sulla Rivoluzione Francese? Può esserlo un pensionato che sedici anni prima si dispiaceva della caduta di Ceausescu, perché con le sue promesse avrebbe potuto portare la moglie al mare? La rivoluzione senza dubbio c’è stata ma lontano da Vaslui, nella Bucarest cara al cinema di Lucian Pintilie, che con Daneliuc e Porumboiu contribuisce all’emancipazione della cinematografia rumena, considerata minore rispetto a quella prestigiosa del caduto blocco orientale.
Una cinematografia accompagnata quasi sempre da una musica ritmatissima, bandita dal film di Porumboiu, al contrario concentrato sui personaggi e sui dialoghi. È il silenzio a sostenere le immagini di una rivoluzione mai consumata. Il suono è negato a un fanciullo per strada che soffia in un clarinetto senza emettere una nota o impedito a una banda locale che mutua in caraibiche musiche balcaniche. Intorno alla città, imbruttita dal comunismo e alienata dal post-comunismo, si muovono i tre splendidi protagonisti premiati all’ultima edizione del Festival di Terre di Siena diretto da Carlo Verdone. Tre maschere teatrali prestate al cinema per riferire dei tanti paradossi prodotti dalla transazione nella società rumena.