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Shut Up and Sing

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Chi sono le Dixie Chicks

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Shut Up and Sing

(Shut Up and Sing)

Film del: 2006     Genere: Documentario / Musicale
Durata: 99 minuti   



Trama:

“Ci vergogniamo così tanto che Bush sia del Texas”: questa frase, all’indomani dell’invasione dell’Iraq, scatenò contro il popolarissimo gruppo country americano una campagna di ostilità nazionale mai vista. Premiato a Toronto, il film documentario che è una cronaca dei tre anni successivi alla spaventosa tegola che si abbatte su giovani star di musica tradizionale trasformatesi in “nemico pubblico numero 1”, è co-firmato da Barbara Kopple, un’autorità nel far rivivere il tempo della vita sullo schermo.



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Recensione del film: Shut Up and Sing

Natalie Maines, Martie Maguire, Emily Robison: ma chi sono queste tre ragazze che hanno sconvolto l’America con una loro dichiarazione contro il Presidente degli Stati Uniti G.W. Bush?

Sono tre belle ragazze, tre musiciste eccezionali con grinta e talento da vendere. Sono le “Dixie Chicks” uno dei migliori gruppi di musica country degli ultimi anni.

Ecco la loro storia.

Siamo nel marzo del 2003 e gli Stati Uniti assieme ai loro alleati hanno appena invaso l’Iraq per difendere il mondo dalle armi di sterminio di massa in possesso, secondi i dettagliati rapporti della CIA, del tiranno Saddam.
Le Dixie Chicks si trovano a Londra, prima tappa di un nuovo tour per il mondo, quando durante il concerto Natalie, la scatenata cantante del gruppo, afferma di vergognarsi di essere nata in Texas, lo stesso Stato di George Bush. La dichiarazione fa subito il giro del mondo e viene battuta dalla principali agenzie in stampa. Da quel momento inizia per loro un vero e proprio calvario.

In America, il loro pubblico, gli amanti della musica country, quella più legata alle radici alle tradizioni americane, l’America rurale e campestre, fatta di pannocchie e bistecche alte come montagne, quella più conservatrice e retrograda, si scaglia contro le loro, ormai, ex beniamine arrivando addirittura a minacciarle di morte. Le radio non trasmettono più le loro canzoni per paura di perdere ascoltatori, la gente brucia in piazza i loro cd le cui vendite precipitano inesorabilmente.

A questo punto ci saremmo aspettati un crollo del gruppo con le altre due componenti che abbandonano l’impertinente Natalie accusandola di aver distrutto la loro carriera. Ma cosi non è.
Non solo Martie ed Emily non rimproverano a Natalie di aver esagerato ma, anzi, la difendono e la sostengono e lo stesso fa il loro manager Simon Renshaw che anzi si industria per cercare una via di uscita alla difficile situazione ormai diventata insostenibile. Addirittura chiede l’istituzione di una commissione che indaghi sull’oscuramento messo in atto dalle radio nei confronti delle Dixie Chicks sostenendo che l’ostracismo sia dovuto per motivi politici.

Alla fine, però, l’unica soluzione è quella di cambiare genere realizzando un album di musica di un genere diverso da quello country, al fine di rivolgersi ad un pubblico meno ostile e meno conservatore.

Ed è quello che fanno con l’album “Taking The Long Way” uscito nel 2006, rock ma con radici comunque ben piantate nell’irrinunciabile ed amata musica country western.

Il documentario di Cecilia Peck e Barbara Kopple non è solo la storia di un’ingiustizia ma è anche e soprattutto la storia di un’amicizia e del fortissimo senso di solidarietà esistente tra le tre artiste dotate di umanità e forza di’animo incredibile ed anche di sagace (auto) ironia.

Ma il lupo perde il pelo ma non il vizio. Eccole le nostre eroine sempre a Londra, nello stesso teatro, tra anni dopo. Natalie, prende il microfono e ribadisce: che vergogna essere nata nello stesso stato di Bush!

(Daniele Sesti)



Cast

Emily Robison   Emily Robison

Martie Maguire   Martie Maguire

Natalie Maines   Natalie Maines

    Simon Renshaw

Dati Tecnici

Nazione

 

USA

Regia

 

Barbara Kopple / Cecilia Peck

Colonna Sonora

 

Dixie Chicks

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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