Film del: 2005
Genere: Drammatico
Durata: 107 minuti Uscito al cinema il: 17/11/2006
Trama:
La toccante storia di un padre che, dopo tanti anni, cerca di riconciliarsi con il figlio, malato terminale di cancro, portandogli uno strano dono dal cuore della Cina.
Mille Miglia… Lontano è un’antica danza cinese che narra le gesta del potente generale Guan Yi, il quale rifiutando titoli e ricchezze cavalca per migliaia di chilometri solo per aiutare un amico, diventando così un simbolo di lealtà.
Da questa storia di amicizia Zhang Yimou trae l’idea principale per la sua nuova opera, per l’appunto dal titolo Mille Miglia... Lontano. Dopo le vicende cavalleresche di Hero e La Foresta dei Pugnali Volanti il regista cinese ripone la spada nel fodero e torna al suo vecchio lavoro: quello di narratore di storie più intime e meno trascinanti sul piano spettacolare.
Film sulla solitudine e l’incomprensione, Mille Miglia... Lontano narra del viaggio che intraprende un genitore per ristabilire un contatto con il proprio figlio con cui non parla da anni, il quale ha pochi giorni di vita per un cancro al fegato.
Naturalmente la storia del film e quella dell'antico racconto camminano parallele: Takata, il padre, percorre miglia e miglia per aiutare in qualche modo il figlio così come il generale Guan Yi per soccorrere il suo amico. Ma le corde che vuole pizzicare Yimou non sono quelle della retorica e dell’amore familiare: padre e figlio durante la vicenda non si vedono mai, addirittura il ragazzo è completamente assente dalla scena, s’intuisce la sua voce solo all’inizio, attraverso una tenda in un ospedale asettico e semivuoto, come se fosse un sorta di fantasma del passato per il genitore.
Interpretato dal cosiddetto Clint Eastwood orientale: Takakura Ken, il personaggio di Takata indossa una maschera perenne, una copertura dai sentimenti esterni, dal contatto con le persone e dalla comprensione di esse. Naturalmente il viaggio che intraprende l’uomo lo porterà ad una più profonda conoscenza di sé, ma quello che scoprirà non sarà solo se stesso, ma anche il fatto che il figlio così lontano abbia lo stesso sentimento di solitudine, di alienazione verso il mondo esterno. Come un filo sottile che lo riconduce al ragazzo Takara si rende conto di come si somigliano e di quanto abbia perso non avendo più contatti con lui.
Riuscendo a dipingere questi sentimenti nascosti dietro maschere d’incomunicabilità Yimou dimostra di saper maneggiare ancora con un certo estro gli arnesi di un tempo, e questa volta non si tratta di pugnali e sciabole, anzi tutt’altro.