Non è possibile costruire la propria felicità sull'infelicità altrui, nessuna gioia può nascere dalle rovine di chi ci sta intorno. Capita così che un apprendista eroe spinto dal desiderio privato di riunire di nuovo la sua famiglia disgregata, arrivi a combattere e mettere in pericolo se stesso per un mondo che non è nemmeno il suo.
Brave story, manga giapponese tratto dall'omonimo romanzo di Miyuki Miyabe, è l'ultima creazione di uno dei più importanti registi dell'industria di animazione giapponese, Koichi Chigira. Minuzioso nei particolari che ritraggono il mondo reale, fantasioso nella creazione di effetti speciali legati ad un magico mondo parallelo, il regista si mette alla prova ricreando una moltitudine di scenari diversi. La storia, più adatta ad un pubblico di piccoli che agli adulti (contrariamente ai cartoni animati di Hayao Miyazaki) prende avvio in una cittadina giapponese, ma si inoltra in caverne, grotte, deserti, foreste, cascate, città imperiali. Combattimenti in terra, in cielo, in acqua. Foglie secche che diventano mostri, draghi volanti, oggetti magici e personaggi realistici e fantastici. L'immaginazione sembra non trovi mai pace in questa storia imprevedibile che cambia durante il suo dipanarsi proprio come il piccolo eroe che ne è il protagonista.
Rimandi simbolici rimarcano visivamente il percorso di crescita interiore di Wataru che sopraffà la parte oscura che è in lui nel momento stesso in cui le dà il benvenuto dentro sé accettandola. Il bianco, il nero, il bene ed il male; nessuno può dire cosa provochi il dolore nella vita di un uomo e spesso sono i bambini a soffrire per le azioni dei grandi. Un tema ricorrente nei film e cartoons presentati nella sezione “Alice nella città” della Festa del Cinema di Roma. Quello che conta, alla fine, sono solo le azioni; i gesti che anche se piccoli sfiorano l'eroismo perché (bella la scena dell'incontro con la Dea della Fortuna) siamo tutti nelle mani di qualcuno al di sopra di noi. Così, pensando agli altri, facendo qualcosa per loro, ci si ritrova più che magicamente felici, finalmente vivi.