Film del: 2006
Genere: Commedia / Drammatico
Durata: 122 minuti Uscito al cinema il: 01/06/2007
La contrapposizione di due generazioni, un’indagine profonda sul senso dell’amore e della morte, la necessità di trovare in una società nuova e sconosciuta il senso della propria esistenza
Trama:
Una famiglia indiana si trasferisce a New York e cerca di integrarsi, non dimenticando le proprie origini. Tratto dal romanzo del premio Pulitzer Jhumpa Lahiri.
Recensione del film: Il Destino nel Nome - The Namesake
“Siamo usciti tutti dal cappotto di Gogol”, commenta Ashoke quando cerca, invano, di spiegare al figlio il senso della loro esistenza. Gogol, adolescente americano di prima generazione non accetta di buon grado le tradizioni bengalesi a cui i suoi genitori restano ostinatamente attaccati. Decide quindi di seguire un suo percorso personale, lasciandosi alle spalle il proprio nome, gli usi della sua famiglia, i pranzi e le vacanze con i parenti. La vita però, lo porta continuamente a confrontarsi proprio con quelle radici, che lui con tanta ostinazione vorrebbe cancellare. In un continuo rimando di situazioni comiche e dolorose, Gogol inizia finalmente a vedere i legami tra il “vecchio” mondo dei suoi genitori e il “nuovo” mondo che gli si para davanti.
La contrapposizione di due generazioni, un’indagine profonda sul senso dell’amore e della morte, la necessità di trovare in una società nuova e sconosciuta il senso della propria esistenza, sono temi che Mira Nair affronta con una partecipazione tutta personale. La storia narrata dalla regista indiana prende spunto da un romanzo, ma sembra fatta su misura per lei, perché, per molti versi rispecchia la sua esperienza personale. Forse è per questo che i toni di tutta la narrazione sono pacati, intimi, familiari. La generazione di Gogol e quella dei suoi genitori non vengono “solo” contrapposte: ci sono moltissimi momenti di incontro e di fusione. Prima di capire quale sarà il su destino, Gogol dovrà provare l’esperienza della ribellione, del contrasto assoluto con le sue radici per poterle infine non solo apprezzare, ma anche farle sue. La sua maturità giungerà quando con un enorme sforzo emotivo deciderà di recuperare le sue tradizioni culturali e finalmente capire le ragioni che avevano spinto i genitori a prendere determinate decisioni.
La Nair riesce poi, a tratteggiare con estrema delicatezza e precisione il carattere di Ashima, la madre di Gogol, che è una “supersite” vulnerabile, addolorata, ma forte e resistente come solo chi ha sofferto tanto può essere. La sua storia d’amore con Ashoke, iniziata con un matrimonio combinato e con un viaggio in una terra “lontana e fredda” è il leit motive di tutta la vicenda, che si snoda tenendo come punto fermo la consapevolezza che ogni giorno vissuto è un dono prezioso.