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L'Héritage - The Legacy

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16/10/2006
I Babluani presentano 'L'Heritage', piccolo gioiello georgiano

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L'Héritage - The Legacy

(L'Héritage)

Film del: 2006     Genere: Avventura
Durata: 75 minuti   



Trama:

Durante un viaggio in Georgia, Pat, Jean e Céline fanno uno straordinario incontro.



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Recensione del film: L'Héritage - The Legacy

Aveva folgorato un po’ tutti a Venezia con lo splendido13 – Tzameti, un noir vecchia maniera, in un bianco e nero d’altri tempi. E mentre Gela Babluani si accinge a girare un remake made in Usa della sua opera prima, finanziata da Brad Pitt, presenta a Roma il suo nuovo lavoro, girato a quattro mani con il padre Temur, L’Heritage, che si guadagna un posto di tutto rispetto tra i film in concorso.
La strada intrapresa da Babluani è sempre quella di un minimalismo espressivo che contrasta una pienezza e una durezza dell’immagine sullo schermo.

Della vicenda, quella di tre ragazzi francesi che si ritrovano a incrociare, per le strade della Georgia, un ragazzo che accompagna il nonno verso una morte certa, non vengono date spiegazioni, non si dilunga nel motivare e descrivere particolari se non quelli necessari esattamente al lasso di tempo e di spazio compresi dallo script.
I due registi, padre, e figlio, mescolano le proprie sensibilità in una storia che parla di bene e di male, di legge e di giustizia, di gioventù e di vecchiaia, di morte e di vita. Ma si muove su un crinale non manicheo, la soluzione, il di scioglimento dell’enigma non sta lì a portata di mano.
I personaggi hanno un tratto incompiuto, la cui ricerca imprime vigore e violenza alla storia, che avanza senza indecisioni.
Il tratto fermo e deciso si accompagna alla perfezione ad un’ambientazione scarna, solitaria, quella della Georgia del dopo caduta del muro di Berlino.

Centrale e (anti)risolutiva la figura dell’interprete tra i ragazzi francesi e il mondo georgiano, un personaggio che rimane sempre nel mezzo, ragionevole eppur sottomesso, capace d’ira eppure atono, sul quale, nonostante il folle ballo finale, quello che Temur in conferenza stampa definisce “il fato”, esercita il suo maligno potere dei corsi e dei ricorsi della vita.

Tutti i personaggi del film sembrano mal sopportare quel che vedono come anche quel che fanno, quasi fossero percorsi da un diffuso e unificante male di vivere.
Se non ripete gli straordinari livelli del suo esordio, Gela Babluani ci si avvicina molto. A lungo rimarrà impresso quel fotogramma finale, ostentatamente esibito per più di un attimo. Quello del ballo di un personaggio che non dovrebbe ballare, che ragione vuole che per come si dipana il film non partecipi a quella grottesca scena di danza.
Eppure, eccolo lì, stoppato davanti ai nostri occhi, l’istante di splendida, lucida follia nel marasma del mal di vita dell’uomo.

(Pietro Salvatori)



Cast

George Babluani   George Babluani

... Il giovane

Olga Legrand   Olga Legrand

... C?line

Pascal Bongard   Pascal Bongard

... Nikolai

Stanislas Merhar   Stanislas Merhar
(35 anni circa in questo film)

... Jean

Sylvie Testud   Sylvie Testud
(35 anni circa in questo film)

... Patricia

Dati Tecnici

Nazione

 

Georgia / Francia

Regia

 

Géla Babluani / Temur Babluani

Sceneggiatura

 

Sabine Bauchart

Fotografia:

 

Tariel Meliava

Produzione:

 

Les Films de la Strada / Quasar Pictures

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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