Film del: 2006
Genere: Drammatico
Durata: 99 minuti Uscito al cinema il: 03/11/2006
La Comencini, senza giudicare le nefandezze, racconta il privato dei personaggi, le pulsioni amorose, la spietatezza del loro bisogno di arrivare...
Trama:
Nella Milano di oggi si incrociano e si sfiorano le storie di persone molto diverse tra loro, le cui vite sono, in maniera invisibile, governate dal denaro.
Il denaro che circola accorcia le gonne, accresce il desiderio, sembra migliorare la quotidianità e getta nell'insoddisfazione. Il lavoro onesto non ne porta a sufficienza per cui i mille modi illeciti per accumularne diventano leggittimi in un mondo che quando si indigna appare retorico e quando è raccontato con sincerità risulta troppo banale per essere reale.
Francesca Comencini gira un film scomodo dal quale è fin troppo facile prendere le distanze. Il denaro fa gola a tutti e pochi sanno resistere al suo onnipotente fascino. I personaggi che immerge in una Milano che sputa dopo aver troppo bevuto sono soli, insoddisfatti, non fanno l'amore e non riescono più a dormire. La serenità è lontana perché tutti collusi o contro un potere occulto che cambia destini, orienta telespettatori e accumula capitali senza versare una sola goccia di sudore.
Le storie sono quelle di ordinaria cronaca. Prostitute incinta, papponi rumeni, arrampicatori sociali, intercettatori telefonici, guardiani della finanza che rincorrono i piccoli e stentano ad incastrare i potenti. La rivendicazione di sentimenti veri continua a far scorrere amare lacrime frutto di falsa contrizione. La perdita dei privilegi è sempre più dura da accettare, come complesso risulta trovare una via d'uscita a cotanta miseria. I desideri si sono irrimediabilmente complicati apparendo sempre più irraggiungibili. Solo la vita, la morte e la malattia riportano l'umanità a fare i conti con la creazione, a volare un po' più alto per ridimensionare uno schizzofrenico agire quotidiano.
L'Italia finisce con il culo per terra come il personaggio tartassato dall'esattore con la moglie in ospedale. Nel tentativo di risollevare le sorti di una nazione dove pochi mantengono la forza di indignarsi al di là del proprio privato interesse, la regista partorisce una scena dove un bambino viene alla luce da una madre che muore, instillando una goccia di speranza in un mare di desolazione.
La Comencini, senza giudicare le nefandezze, racconta il privato dei personaggi, le pulsioni amorose, la spietatezza del loro bisogno di arrivare e l'assordità di volersi mostrare a tutti i costi quelli che non sono. La mercificazione dei sentimenti è alla base della perdita dell'orientamento che costringe i personaggi a deambulare in un discount dell'emozione, dove chi entra per trovare gioia esce soddisfatto solo se ha comprato uno scontato dolore.