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Flags of Our Fathers
(Flags of Our Fathers)
Film del: 2006
Genere: Drammatico / Guerra / Storico
Durata: 130 minuti Uscito al cinema il: 10/11/2006
Dietro una foto divenuta famosa, si nasconde l’oscura potenza della propaganda bellica di un Paese che ha sempre strumentalizzato qualunque cosa in nome dei suoi ideali
Trama:
Chi sono i tre soldati superstiti che hanno alzato la bandiera americana sulla cima di Iwo Jima in quella che è stata una delle più cruente battaglie del Pacifico.
La Seconda Guerra Mondiale forse è l’ultima guerra “necessaria”. Chiunque ne parli non sente minimamente il bisogno di condannarne i vincitori o di schierarsi verso un pacifismo che avrebbe significato tirannia per tutta l’Europa. Non è la Corea, il Vietnam, le Falkland o qualunque altro conflitto dettato da brame economiche o di opportunità che ne è seguito. La Seconda Guerra Mondiale è la crociata, la guerra Giusta. Hanno vinto i “buoni”, fortunatamente, ed i cattivi sono stati ricacciati nel loro personale inferno e quindi come si potrebbe mai puntare il dito contro chi l’ha vissuta? Dal semplice soldato Rayan che ha perso tutti i suoi fratelli, fino al colonnello Nicholson che smarrisce la ragione su un inutile ponte, sono tutti eroi.
Ma Eastwood, ormai schierato oltre il muro, ci ricorda che gli eroi non sono altro che uomini su cui vengono riversate le speranze di tutti quelli che hanno bisogno di un simbolo e la guerra, giusta o sbagliata che sia è sempre un inutile massacro orchestrato da chi, spesso, non la vive sulla sua pelle. Non è facile urlare al mondo.
La più grande vittoria americana nel Pacifico, la presa di Iwo Jima, viene qui rivista attraverso gli occhi di quegli uomini che issarono la bandiera della vittoria sul monte e che divennero l’incarnazione del riscatto di una nazione duramente provata dallo sforzo bellico.
Dietro una foto divenuta famosa, si nasconde l’oscura potenza della propaganda bellica di un Paese che ha sempre strumentalizzato qualunque cosa in nome dei suoi ideali e quindi poco importa se tre soldati - tre uomini – devono essere trasformati in scimmie da baraccone per raccogliere quei soldi che servono per raggiungere uno scopo. Poco importa se si tratta di eroi effimeri, pronti ad essere buttati via dopo l’uso e ancora meno importa se altri tre, che come loro hanno innalzato al cielo la bandiera, sono morti poco dopo.
All’occhio superficiale potrebbe sembrare che il film di Eastwood sia l’ennesima autocelebrazione del colosso americano. Non è così, tanto più se l’opera viene vista nell’interezza in cui è stata pensata ovvero con il secondo capitolo Letters from Iwo Jima, questa narrazione così mastodontica è l’unica in grado – forse – di arrivare al cuore di una generazione che non ha mai vissuto momenti simili. Tutti e tre i protagonisti sono segnati dall’orrore che hanno vissuto e la voglia di dimenticare è l’unica cosa che resta. D’altronde lo stesso Robert Mc Namara (ex Segretario alla Difesa USA) ha detto: “dopo aver sganciato quelle bombe [atomiche], se non l’avessimo vinta, quella guerra, ci avrebbero processato per genocidio”.
(Valerio Salvi)
Curiosità:
Il Governo giapponese non ha permesso che si effettuassero riprese ad Iwo Jima, quindi il film è stato girato in Islanda.
E' stato girato contemporaneamente a Letters from Iwo Jima.