La migliore risorsa italiana sul mondo del cinema
ricerca film:

L'Étoile du Soldat

..............................
FESTIVAL

Festival di Venezia 2006
Evento Speciale

..............................



L'Étoile du Soldat

(L'étoile du soldat)

    Genere: Drammatico
Durata: 100 minuti   



Trama:

L’odissea di un soldatino russo che nel 1984 viene fatto prigioniero e poi quasi adottato dagli afghani.



Vota il film!

Voto medio: 6,00

Voto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto acceso


Recensione del film: L'Étoile du Soldat

Il generale Massoud muore due giorni prima dell’undici settembre. Cadono le torri e gli afgani tornano ad osservare il cielo in attesa di altre bombe. Le immagini non chiariscono le responsabilità ma sono indispensabili per ricostruire le motivazioni e la follia che genera conflitti e distruzione.
Cristophe de Pontfilly riesce a girare un lungometraggio in una terra dove è necessario chiedere il permesso anche per tenere in mano un coltello. Muovere elicotteri e carrarmati tra le valli di un paese in continuo stato di guerra era un’impresa quasi proibitiva. L’urgenza di raccontare il contatto tra popolazioni in conflitto supera le barriere e permette al regista di fornire un altro punto di vista sull’undici settembre, sull’invasione Sovietica dell’Afganistan, sul sostegno della CIA ai gruppi islamici più radicali.

In piena guerra fredda le superpotenze si confrontano fuori dai propri confini. Al di là delle sacrosante rivendicazioni dei paesi che hanno subito i conflitti tentando di resistere, il regista cerca le motivazioni personali che spingono gli uomini al confronto omicida. Il protagonista russo si ritrova suo malgrado a combattere una guerra dove non ha intenzione di uccidere nessuno. La difesa dell’onore di una donna afgana gli salverà la vita quando sarà fatto prigioniero. Chi semina vento raccoglie tempesta ma come tornare a piantare fiori in una terra al centro di conflitti alimentati dall’esterno, perennemente vittima di occulte strategie?
La comprensione dell’altro passa attraverso lo studio della sua lingua, la sperimentazione delle sue abitudini, l’approfondimento delle sue tradizioni. Il percorso del protagonista sembra allora ricalcare quello del regista. Penetrare una cultura per farsi Caronte ed accompagnare i curiosi nello stesso viaggio.

Cristophe de Pontfilly si ispira ad un fatto realmente accaduto: durante la sua permanenza in Afganistan Massoud lascia libero un russo dopo averlo frequentato come prigioniero, andando incontro al suo desiderio di vedere l’occidente, di andare in Francia per mettere a frutto la lingua studiata.

Massoud muore due giorni prima del crollo delle torri gemelle. Torna la guerra in Afganistan e non c’è spazio per l’incontro delle razze, per lo scambio interculturale, per la coltivazione e la raccolta di frutti. Le grotte accolgono e nascondono un popolo in fuga dai bombardamenti, che vede armi prodotte fuori dai propri confini, scaricarsi sulle sue terre indifese. Le bombe non ricostruiscono le torri gemelle, non alleviano il dolore dei familiari delle vittime, alimentano solo chi è perennemente a caccia di un nuovo mercato per vendere tutto prima di farlo saltare in aria ogni cosa.

(Andrea Monti)



Cast

    Moalemalef Sourat

    Murad Ibragimbekov

    Najmudine

    Patrick Chauvel

    Sacha Bourdo

Dati Tecnici

Nazione

 

Francia / Germania / Afghanistan

Regia

 

Christophe de Ponfilly

Sceneggiatura

 

Christophe de Ponfilly / Rim Turkhi

Fotografia:

 

Laurent Fleutot / Didier Portal

Produzione:

 

Albert Films / Voltaire Production

...............................................
GALLERIA FOTOGRAFICA
...............................................





..............................

scrivi la tua opinione

..............................