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Sept Ans

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Festival di Venezia 2006
Giornate degli Autori

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Sept Ans

(Sept ans)

Film del: 2006     Genere: Drammatico
Durata: 86 minuti   



Trama:

Una giovane donna, Maité. Suo marito, Vincent. Il carcere, nel quale Vincent deve passare sette anni. Il parlatorio, loro unico spazio di intimità. E uno strano tipo che gironzola intorno alla prigione, premuroso e impaurito, al quale Maité finisce per legarsi. Iniziando un gioco a tre del quale nessuno conosce le regole.



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Recensione del film: Sept Ans

Molta Francia a Venezia e molti esordi come l’opera prima di Jean Pascal Hattu. Al suo primo lungometraggio (si ricorda un cortometraggio del’99 Cadeaux) il regista riesce a comporre un ritratto emozionale dei tre personaggi protagonisti fatto di dialoghi gesti ed incontri corporei che trascinano lo spettatore ad assistere ad un insolito “menage a trois”: il carcerato, la moglie ed il carceriere.
L’ambiguità si percepisce ma non avvolge gli incontri clandestini dei due amanti, che clandestini non sono poiché tutti sanno di tutti. Il marito rinchiuso in prigione confeziona un gioco morboso ad insaputa della moglie, il suo carceriere si presta al gioco (la linea di confine fra il pietismo e la devozione è labile, si potrebbe addirittura azzardare una “terza” relazione di omosessualità latente) e successivamente la moglie accetta anche se un po’ seccata, poiché un conto è avere un amante un conto è averlo su commissione.

La sceneggiatura è originale, ben fatta e intrigante. Ben descritta la mancanza d’intimità della coppia “regolare” limitata solamente ad un incontro settimanale nel parlatorio e quindi ad una sessualità mai consumata. Il rituale di lavare stirare e profumare i panni che lui indosserà supplisce l’assenza della congiunzione carnale, atto che viene espletato invece con il secondo (secondino –mai mestiere fu così appropriato) uomo della storia, rappresentato un po’ troppo timido e impacciato per il ruolo assegnatogli.
C’è sesso dunque nel film, ma non sensualità. Forse volutamente omessa dalla regia. C’è più desiderio negli occhi di un ragazzino di dieci anni, figlio della vicina di Maitè che lei accudisce, che nei due uomini della sua vita. Il carcere assopisce tutto, sensi e sentimenti, voglia di vivere e concretezza morale. Bisogna inventarsi quotidianamente la sopravvivenza, come fa Vincent, per trovare un ponte comunicativo con l’esterno.
Bravi comunque i protagonisti del “triangolo”, Valeria Donzelli, Cyril Troley e Bruno Todeschini.

(Silvia Donnini)



Cast

    Valérie Donzelli

Bruno Todeschini   Bruno Todeschini
(44 anni circa in questo film)

    Cyril Troley

Dati Tecnici

Nazione

 

Francia

Regia

 

Jean-Pascal Hattu

Sceneggiatura

 

Jean-Pascal Hattu

Fotografia:

 

Pascal Poucet

Produzione:

 

Les Films du Bélier

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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