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Thank You for Smoking
(Thank You for Smoking)
Film del: 2005
Genere: Commedia
Durata: 92 minuti Uscito al cinema il: 01/09/2006
La storia raccontata da Reitman ribalta completamente la morale convenzionale, ridicolizza i non-fumatori e aggredisce i fumatori: spara su tutto ciò che potrebbe essere bersaglio e non manca mai un colpo.
Trama:
Come portavoce della Big Tabacco, a Nick Nailon sono stati dati soprannomi non lusinghieri: “omicida di massa”, “sanguisuga”, “magnaccia”, “intrallazzatore” e addirittura “Mefistofele Yuppie”. E’ un compito molto difficile difendere i diritti dei fumatori e dei fabbricanti di sigarette nella puritana cultura odierna. Ma come dice Nick, se avesse voluto un lavoro facile, avrebbe forse scelto la Croce Rossa.
Messo alle strette da fanatici della salute decisi a bandire il tabacco e da un senatore opportunista che vuole sostituire il nome delle marche delle sigarette con quelle dei veleni, Nick intraprende una controffensiva di pubbliche relazioni, intervenendo in talk show televisivi e assumendo un super agente di Hollywood per promuovere il fumo nei film.
Ben presto Nick diventa un volto noto e attira l’attenzione del magnate della Big Tabacco, che vede in lui l’uomo giusto per ideare nuove strategie di marketing e consolidare l’immagine della società e di una giornalista, giovane e sexy del Washington Post. La vita privata di Nick però non è eccezionale. Divorziato da Jill è stato un padre assente per suo figlio Joey e non è certo facile fargli capire il senso del suo lavoro. I suoi amici più cari sono membri della cosiddetta MDM, Mercanti di Morte, e che si danno da fare per tutte quelle industrie considerati le più mortali d’America: Polly, portavoce di un gruppo dell’industria degli alcolici e Bobby Jay, che fa pubbliche relazioni per la lobby dell’industria delle armi.
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Voto medio: 5,86
Recensione del film: Thank You for Smoking
Dopo cinque lunghi anni di controversie legali, Jason Reitman è riuscito a compiere il miracolo. Con la Warner che deteneva i diritti del romanzo a cui si ispirava la sceneggiatura, a sua volta proprietà della Icon di Mel Gibson, la questione si era infatti trasformata in una matassa intricata, risolta solamente con l'arrivo di capitali indipendenti. Forse l'unica soluzione perché un film del genere riuscisse ad ottenere un set assolutamente liberale, privo delle ormai imprescindibili ingerenze produttive di Hollywood.
L'argomento è indubbiamente pieno di trabocchetti, ingannevole per le innumerevoli possibilità di cadere nel clichè o nel più banale dei "déjà entendu". Cresciuto alla scuola del padre del mitico Ghostbuster, Jason Reitman non cade nella trappola dell'imitazione, crea invece uno stile proprio in cui la satira si fa crudele ma elegante, attraverso la quale si esplica una straordinaria, incisiva ed esilarante visione “dark” della natura umana. Nessun buonismo quindi, nessuna concessione al politically correct e nessuna aspirazione alla rassicurante quanto pericolosa “unica identità consentita” che, strisciante come il più pericoloso dei serpenti ha reso delicata e ardua la vita di noi “abitanti” di questo infuocato XXI secolo.
Nel suo film, il ventinovenne regista americano parla di fumo senza popolare la scena di sigarette accese (o spente) o di incalliti fumatori con dita ingiallite e polmoni marci, ad eccezione forse del gigantesco sigaro del magnate della Big Tobacco di cui il protagonista Nick Naylor è il portavoce. Uomo geniale, questo Naylor, lobbysta dalla logica schiacciante e moralità flessibile, il cui dovere e merito, è quello di mantenere i segreti e distorcere la verità. Cinico e sprezzante è l'anti-eroe per eccellenza, che però nel corso della vicenda riesce con magica abilità ad appropriarsi dei panni dell'eroe, vincitore ultimo di una battaglia combattuta a suon di parole e ragionamenti. La storia raccontata da Reitman ribalta completamente la morale convenzionale, ridicolizza i non-fumatori e aggredisce i fumatori: spara su tutto ciò che potrebbe essere bersaglio e non manca mai un colpo. Dal senatore che nasconde dietro la sua battaglia contro il fumo lo spirito da conquistadores politico, all'agente cinematografico che ha fatto della propria amoralità un mestiere, senza dimenticare l'imprescindibile coppia di amici intimi con i quali Naylor apprezza le discussioni animate su chi ne uccide di più: alcool, fumo o pistola, o la giornalista viziosa e narcisista decisa ad ottenere il massimo abusando più che altro del proprio fascino.
Personaggi cattivi e dialoghi sarcastici si assicurano il beneplacito del pubblico, perché questi uomini, paradossali all'apparenza, si dimostrano più reali del reale. E anche perché tanto cinismo, tanta spietata insensibilità possono davvero essere incredibilmente liberatorie.