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Roma wa la n’touma

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FESTIVAL

Festival di Venezia 2006
Orizzonti

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Roma wa la n’touma

(Roma wa la n’touma )

Film del: 2006     Genere: Drammatico
Durata: 111 minuti   


Il titolo, Roma wa la n’touma, che tradotto suona un po’ come “Piuttosto Roma che voi” è il manifesto ideologico dell’opera.


Trama:

Per più di dieci anni una guerra silente si combatte in Algeria. Una guerra senza armate e battaglie ma che ha ucciso più di 100.000 persone… è la storia di Zina e Kamel, due giovani che si vogliono sposare e che la povertà del paese e del “sogno americano” spinge Kamel ad arrivare illegalmente in Italia: la nuova Terra Promessa… Ma arriverà mai?



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Recensione del film: Roma wa la n’touma

Il cinema non finisce mai di stupirci ! E’ possibile, ad esempio, riprendere l’intera durata del tempo necessario per una moka a preparare un caffè – dal caricamento fino al gorgogliare del nero liquido fumoso – o seguire la camminata che il personaggio fa su un marciapiede (cinquecento, seicento metri, un tempo insignificante nel mondo reale, interminabile in quello filmico).

Cionondimeno, sopportiamo pazientemente due ore di peregrinare nella periferia sconnessa di una metropoli araba (probabilmente Algeri) indulgenti verso il messaggio sociale che il regista algerino Teriq Teguia sottintende nei lunghi silenzi di parole riempiti da fastidiosi rumori di vecchi motori diesel o dal gracchiare di Mullah che alla radio predicano i rigorosi precetti del Corano. Messaggio che caparbi fino alla testardaggine cerchiamo di intuire dai secchi e rari dialoghi che costellano il film.

Il titolo, Roma wa la n’touma, che tradotto suona un po’ come “Piuttosto Roma che voi” è il manifesto ideologico dell’opera. Si parla dei ragazzi di quel mondo sufficientemente povero per non assicurare loro alcun futuro ma non abbastanza derelitto da essere dimenticaoi dal consumismo che ti fa trovare una lattina di Coca Cola anche nel più sperduto squallido villaggio. Ragazzi attratti dal sogno occidentale, disposti a tutto pur di sposarlo anche quando già più volte hanno provato quanto quel sogno possa trasformarsi in incubo. Ci vuole una bella dose di cinismo (ed in fondo anche autoironia) come quella della ragazza (interpretata dalla giovane Samira Kaddour) per avere il coraggio di rinunciare ad esso e credere ancora nella possibilità di un riscatto all’interno dei confini del proprio Paese. Teguia, la cui macchina da presa respinge i soggetti , li segue, li supera per poi tornare indietro, scruta i personaggi quasi a volerli mettere a nudo di fronte alle loro contraddizioni che sono poi quelle di un mondo attratto ma allo stesso tempo recalcitrante verso quello che è al di là di quel mare che dovrebbe invece accomunarci tutti.

La sua analisi, però, alla fine rischia di impantanarsi nella lentezza esasperante con la quale racconta una storia che si sarebbe potuta raccontare nello spazio di poche battute e la riflessione, in tal modo, rischia di diventare sterile esercizio di stile.

(Daniele Sesti)



Cast

    Rachid Amrani

    Samira Kaddour

... Zina

Dati Tecnici

Nazione

 

Algeria / Francia / Germania

Regia

 

Tariq Teguia

Sceneggiatura

 

Tariq Teguia

Fotografia:

 

Nasser Medjkane / Hacene Ait Kaci

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