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Syndromes and a Century

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31/08/2006
In laguna un soffio di speranza con Syndromes and a Century

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Syndromes and a Century

(Sang sattawat)

Film del: 2006     Genere: Drammatico
Durata: 105 minuti   


Le immagini fisse aspettano il pensiero che stenta a ricollegarsi alla realtà. Il regista aspetta e torna a raccontare. C’è dell’altro sembra dire Weerasethakul montando immagini senza alcuna volontà di esprimere giudizi.


Trama:

Storia dei genitori del regista Apichatpong Weerasethakul entrambi dottori ed i suoi ricordi della crescita in un ospedale.



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Recensione del film: Syndromes and a Century

L’ospedale come luogo di incontro di anime bisognose di aiuto in cui i dottori cercano di dare sollievo e spinta a chi deve guarire e tornare a vivere la sua vita fuori. Il paesaggio è un protagonista assoluto capace di determinare gli umori di coloro che sanno osservarlo senza pregiudizi e con grande pazienza.

Apichatpong Weerasethakul figlio di due medici, nel suo terzo lungometraggio rivisita l’ambiente in cui è cresciuto per omaggiare i genitori, per rivivere la loro storia d’amore, per ricordare i luoghi e i personaggi che hanno accompagnato la sua crescita.
Divide in due il suo film. L’ospedale è prima in una piccola cittadina, poi al centro di una grande città. Dei personaggi racconta frammenti di quotidianità che mostrano la loro mitezza e semplicità. I paesaggi si susseguono come le inquadrature fisse degli interni dell’ospedale, le foto che rappresentano l’industrializzazione e lo sviluppo. La loro fissità rilassa e crea il presupposto per farsi rapire da tanta serenità, assolutamente necessaria nel momento in cui l’effetto che si prova ad ottenere, è quello di lasciare una sensazione positiva, una speranza difficile da trasmettere in un mondo dove spesso solo il male si impone tra le notizie del giorno.

Le immagini fisse aspettano il pensiero che stenta a ricollegarsi alla realtà. Il regista aspetta e torna a raccontare. C’è dell’altro sembra dire Weerasethakul montando immagini senza alcuna volontà di esprimere giudizi. I suoi monaci sognano i polli che hanno ucciso da piccoli che li rincorrono per vendicarsi e soffrono di mal di denti come ogni comune mortale. Orchidee selvagge, eclissi di sole, riflessi di finestre che sembrano diramazioni nervose oculari, vetrate, porte, specchi, menomati fisici, erezioni che gonfiano pantaloni e tanto amore come unica risposta accettabile.

Il film nato da un progetto New Hope si ispira alla musica classica, alla magia e alle trasformazioni del Flauto Magico, alle repliche delle melodie che si ripetono con piccole variazioni sul tema. Dopo le protesi, le diagnosi, le cure e i mali d’amore è l’ora di saltare, ballare, muoversi. La ginnastica rigenera il fisico risultando un buon viatico per iniziare una strutturale rigenerazione della nostra stanca mente.

(Andrea Monti)



Cast

    Jaruchai Iamaram

    Jenjira Pongpas

    Nantarat Sawaddikul

    Sophon Pukanok

Dati Tecnici

Nazione

 

Thailandia / Francia

Regia

 

Apichatpong Weerasethakul

Sceneggiatura

 

Apichatpong Weerasethakul

Produzione:

 

Anna Sanders Films / Illuminations Films / New Crowned Hope / TIFA / Kick the Machine

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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