Film del: 2006
Genere: Drammatico
Durata: 120 minuti Uscito al cinema il: 01/12/2006
Trama:
Tre uomini e tre donne incrociano i propri destini in una Parigi innevata. Dan è un militare a riposo che cerca di risolvere nell'alcol la sua difficoltà ad abituarsi alla vita civile nonostante l'amore paziente della sua fidanzata Nicole; Thierry, agente immobiliare che divide l'appartamento con la sorella, ed è innamorato della sua collega Charlotte, donna molto religiosa, che la notte si prende cura dell'anziano padre di Lionel, barman solitario e stanco.
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Voto medio: 6,20
Recensione del film: Cuori
Ha raggiunto la bella età di 84 anni ma resta un osservatore vigile e attento, ancora straordinariamente ispirato dal genere umano i cui affanni racconta senza mai perdere l’ironico senso della vita.
Con un titolo scelto per la mostra riprendendo quello originale della pièce teatrale di Alan Ayckbourn cui si ispira, Alain Resnais ripropone la coralità di On Connait la Chanson e incrocia i destini di personaggi che devono fare i conti con una strisciante solitudine e una vita che non riescono a modificare ma di cui hanno paura. Ritrova gli attori di molti suoi film, ai quali aggiunge Laura Morante e Isabelle Carré e attraverso dei dialoghi brillanti e veloci, e rapide battute, assicura loro una dimensione più che umana. La certezza di non riuscire ad accettare la propria vita in cui gli accadimenti si abbattono ostinatamente e distruttivamente sulle speranze di felicità e serenità, sono pungenti ma non meno commoventi.
Compagni ormai distanti miglia gli uni dagli altri, incapaci di recuperare la propria vita insieme nonostante l’affetto ancora forte tra loro; fratelli e sorelle alla disperata ricerca di un calore diverso da quello familiare; barman dediti ad un lavoro e ad una vita che forse non hanno scelto ma che certamente vorrebbero abbandonare. Una umanità malinconica sulle cui spalle cade, senza tregua, una neve leggera, quasi a voler in qualche modo attutire il loro dolore, rendere meno faticosa la loro aspirazione a cambiare, ad uscire dalla propria vita e viverne una completamente diversa e questa volta, più simile a quella che sognavano. La macchina da presa li racconta attraverso scene a volte brevissime in cui le parole si fanno essenziali e le speranze ancor più urgenti. Desideri che non hanno ricette né cure, se non forse la volontà di renderli meno amari accettandone così il disincanto.
Alcuni finiranno per partire, cercando di trovare nella disfatta, la ragione e la forza di un nuovo inizio. Altri resteranno immoti a guardare la sorte scegliere per loro. Altri ancora, invece, riusciranno a vincere assicurando la propria vita al potente filtro dell’immaginazione.