Film del: 2006
Genere: Drammatico / Mistero / Poliziesco / Thriller
Durata: 120 minuti Uscito al cinema il: 29/09/2006
Nel film, girato in Bulgaria, De Palma ha cercato di comprimere nella durata canonica di centoventi minuti il capolavoro di Ellroy, con esiti alterni.
Trama:
Lee Blanchard e Bucky Bleichert, due ex pugili ora poliziotti, devono indagare sull’efferato assassinio di una ambiziosa attricetta arrivata ad Hollywood in cerca di fortuna. Addentrandosi nel sottobosco della Los Angeles degli anni ’40, scoprono un mondo dove regnano depravazione, avidità, corruzione.
Alla conferenza stampa di presentazione del film tratto dal suo romanzo più fortunato, James Ellroy si è detto soddisfatto del risultato raggiunto da Brian De Palma nell’adattamento per il cinema di una trama estremamente complessa, con una serie di storie che si dipanano per poi riunirsi , senza snaturarne la struttura di grande affresco della Los Angeles della fine degli anni ’40.
Nel romanzo sono presenti tutti gli elementi che caratterizzavano la società americana di quell’epoca: le rivolte sociali, l’arricchimento sfrenato da parte di alcuni costruttori senza scrupoli, il miraggio di Hollywood per le ragazze di provincia, la corruzione della polizia, l’abuso di alcol e droghe. Rendere dal punto di vista cinematografico in maniera efficace una vicenda cosi’ intricata era una vera e propria impresa.
Nel film , girato in Bulgaria, De Palma ha cercato di comprimere nella durata canonica di centoventi minuti il capolavoro di Ellroy, con esiti alterni. Se da un lato, infatti, l’abilità tecnica non è in discussione ed alcune scene sono veramente al limite del virtuosismo,vedi l’assassinio del poliziotto girato in slow motion, dall’altro lato la sceneggiatura di Josh Friedman non pare pienamente convincente .
Quello che doveva essere, oltre che il racconto di un amicizia compromessa per l’ossessione di uno dei due protagonisti nei confronti della ragazza assassinata, un apologo sulla progressiva perdita di candore del protagonista e sul suo viaggio all’inferno diventa invece quasi un thriller come tanti altri dove la ricerca del colpevole è l’elemento predominante.
Anche il gioco di citazioni di capolavori del passato rimane fine a se stesso , come una stanca riproposizione di personaggi ed atmosfere di vecchi film degli anni ‘40 tratteggiate in alcuni casi in maniera quasi caricaturale, vedi il personaggio della madre di una delle protagoniste.
All’ esito non soddisfacente contribuiscono le performances degli attori: Josh Hartnett è alle prese con un ruolo troppo tormentato per il suo viso da bravo bambino, Aaron Eckhart è penalizzato da una recitazione sopra le righe, Scarlett Johansson non è all’altezza delle sue interpretazioni più recenti , Hilary Swank è fuori parte come dark lady. Degna di nota solo l’interpretazione di Mia Kishner nei panni della povera ragazza assassinata. Belle le musiche di Mark Isham e le scenografie di Dante Ferretti.