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Kill Gil (vol. 2)

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FESTIVAL

Festival di Venezia 2006
Orizzonti

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Kill Gil (vol. 2)

(Kill Gil (vol. 2))

Film del: 2006     Genere: Documentario
Durata: 85 minuti   



Trama:

Prosegue con la 2a parte di ''Kill Gil' il video-diario nel quale il regista Gil Rossellini continua il racconto della sua vita dopo la malattia che lo ha costretto su una sedia a rotelle.
Il filmato, narrato in prima persona, si evolve nell’arco di quasi un anno, alternando momenti di sconforto ad altri di grande energia, positività e voglia di vivere.



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Recensione del film: Kill Gil (vol. 2)

Le date che crediamo importanti e determinanti nella nostra vita possono passare in secondo piano ed essere surclassate dagli eventi futuri. Come a dire che Il passato lo conosciamo bene ma il futuro ci riserverà sempre nuove sorprese. E purtroppo non necessariamente piacevoli.

Il secondo documentario inizia con una breve sintesi del primo filmato, presentato a Venezia lo scorso anno. La mattina dell'11 settembre 2001 Gil Rossellini ( figlio indiano del celebre regista Roberto ) dal suo appartamento di New York pensa che da quel giorno la sua vita non sarebbe stata piu' la stessa. Quello che invece demarcherà per sempre la sua vita sarà un’altra data, nel 2004, tre anni dopo. Una improvvisa malattia (da infezione virale) lo costringerà a perdere l’uso delle gambe ed a sottoporsi a numerosi interventi, Da qui un calvario fisico e morale che il regista (e anche produttore) esplica ed esprime con il secondo documentario presentato al Lido in questa edizione.

Mettere a nudo il proprio sentire lo si può fare soltanto attraverso un’esperienza personale. Purtroppo più dolorosa è l’esperienza e più riuscirà a trasmettere l’impatto emozionale. Gil Rossellini lo fa in maniera diretta, energica ma anche positivamente speranzosa.

Egli dedica il film a tutti i paraplegici del mondo. “In Italia siamo circa tre milioni – ha dichiarato – circa il 5% della popolazione, ma sembriamo molto meno. Ce ne stiamo chiusi in casa perché il nostro Paese non è in grado di garantirci le elementari norme di agibilità. Non c’è visibilità come negli altri Paesi”.

Il filmato lascia lo spettatore in un certo senso spiazzato. Non traspare infatti l’aspetto commovente o pietistico che può scaturire da immagini diverse dai filmati di cui eravamo abituati a vedere nella sua carriera (ventennale) di documentarista ma immagini reali, talvolta fin troppo crude (diversi minuti di inquadratura sulle piaghe da decubito o l’incisione del braccio per cercare tendini infetti) alternandoli a toni a volte ironici, a volte canzonatori. Come afferrare il toro per le corna ed affrontare il tema nella sua più rispettosa definizione.
Non mancano nel filmato toni accusatori nei confronti della sua città, Roma, che considera invivibile per le sue attuali condizioni e non manca nemmeno una velata polemica nei confronti delle istituzioni sanitarie nazionali, tanto che il regista passa ormai la maggior parte del suo tempo nella clinica svizzera all’avanguardia e nel documentario esprime molteplici e ripetuti elogi a tutto lo staff dell’ospedale svizzero.

(Silvia Donnini)



Curiosità:

“Trovo scandaloso che uno dei più grandi e rinomati alberghi della Laguna, l’Excelsior, non sia dotato di bagni e docce adatte per i disabili. Mi dispiace doverlo dire poiché sono qui ospite della Mostra ma è una vergogna”. Così dichiara sentitamente ferito Gil Rossellini alla presentazione del suo film.



Cast

Dati Tecnici

Nazione

 

Italia / Svizzera

Regia

 

Gil Rossellini

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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