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Dong

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FESTIVAL

Festival di Venezia 2006
Orizzonti

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Dong

(Dong)

Film del: 2006     Genere: Documentario
Durata: 63 minuti   


La vitalità degli umili si impone, mentre il pensiero di quanto tempo l’umanità spreca appresso a cose senza senso non può che intristire.

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Voto medio: 6,30

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Recensione del film: Dong

Essere un artista professionista non è solo una possibilità per fuggire lo squallore e la ripetitività di altri lavori. Creare assecondando il proprio bisogno di esprimersi, genera dubbi, infligge sofferenze, impone faticose sintesi a dolorose analisi.

Jia Zhangke approfondisce il ruolo dell’artista inserendo in un contesto di degrado un bravissimo pittore. Liu Xiadong dipinge e parla della sua vita, della sua arte, della sua visione del mondo. Il regista lo segue nella creazione di due quadri. Il primo ha come protagonisti dodici operai impegnati nella demolizione di edifici nella zona delle Tre Gole dove l’acqua coprirà presto duemila anni di storia. Le costruzioni hanno cambiato il paesaggio. L’uomo nel tempo ha dimostrato un’assoluta insensibilità nei confronti del paesaggio. Le notizie di disastri idrogeologici chiariscono i rischi del perseverare in una lotta contro una natura che necessariamente è costretta a ribellarsi dispensando tragedie.

Il pittore oltre a raccontare cosa per lui voglia dire esprimersi con lo scopo di conseguire qualcosa, magari ponendosi dei limiti fisici da superare, denuncia il fatto che in posti dove la legalità stenta ad imporsi, si ha bisogno di prestanza fisica, di una capacità marziale oltre che artistica. Il suo bellissimo dipingere e fotografare viene improvvisamente superato dalla vita, che con la sua tragicità, ridimensiona il travaglio artistico, per porre tutti di fronte alla morte. Il trapasso di un operaio viene dignitosamente metabolizzato da una famiglia ed una società costretta a convivere con l’oggi ci siamo e domani non si sa.

Nella seconda parte di un interessantissimo documentario, il pittore pone dodici belle donne tropicali al centro della sua opera. Le espressioni delle ragazze sembrano trascendere la tela. Tanta bellezza è accompagnata dalle riflessioni sulla formazione artistica dell’artista, che dopo essersi formato sui classici romani, sul David di Donatello e simili, decide di esprimere la sua interiorità attraverso le sue naturali sensazioni. Nessuna copia, poche influenze, libertà espressiva e di ricerca, mare aperto nel quale ritrovare la bussola ed orientarsi verso ciò che più gli si confà. La vitalità degli umili si impone, mentre il pensiero di quanto tempo l’umanità spreca appresso a cose senza senso non può che intristire. Il pittore fa un lavoro nel quale è molto difficile capire i progressi, determinare la capacità, individuare la giusta via dell’espressione della verità delle proprie emozioni. Tutto il patimento è però un’altra volta delicatamente superato dalla quotidianità di chi lotta, soffre e vive facendo i conti con limiti fisici e sociali.

(Andrea Monti)



Cast

Dati Tecnici

Nazione

 

Cina

Regia

 

Jia Zhangke

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