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Suely in the Sky

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FESTIVAL

Festival di Venezia 2006
Orizzonti

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Suely in the Sky

(Suely in the Sky)

Film del: 2006     Genere: Drammatico
Durata: 90 minuti   


Ainouz sceglie di privilegiare i personaggi femminili, che appaiono forti, determinati, decisi


Trama:

Dopo aver vissuto a San Paolo, Hermila ritorna al suo villaggio natale con il piccolo Mateus in attesa che il giovane marito raggiunga entrambi a casa della nonna.
Quando si accorge di essere stata abbandonata, dapprima riprende una vecchia relazione con Joao, poi decide di prostituirsi con il nome di Suely per raccogliere il denaro sufficiente a lasciare il paese. La scoperta della sua nuova attività non farà che accelerare i tempi del suo trasferimento verso Porto Alegre da una amica e a nulla serviranno gli sforzi di Joao per trattenerla.



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Recensione del film: Suely in the Sky

Ex aiuto regista del più noto Walter Salles che compare qui nelle vesti di produttore, Karim Ainouz giunge al suo secondo lungometraggio dopo una serie di corti e dopo aver diretto al suo esordio l’interessante Madame Sata. Se però nell’opera precedente l’ambientazione era la periferia urbana di una grande città come Rio de Janeiro, questa volta siamo di fronte ad una storia di stampo neorealista sullo sfondo di un piccolo paese del nord-est del Brasile, fotografato benissimo, tra spazi immensi e angoscianti, in un contesto urbano povero ma dignitoso dove però le prospettive di crescita e di emancipazione sono pressoché nulle.

Ed è qui che avviene la ribellione della protagonista, determinata a cambiare un futuro che sembra già scritto, anche scegliendo di prostituirsi, per tentare di vivere una vita diversa. Come nel precedente film assistiamo alla storia di una trasformazione, di una non-accettazione di se stessi; se infatti l’inizio sottolinea la debolezza del carattere di Hermila, la decisione di mettere in vendita il proprio corpo insieme all’adozione del nuovo nome segna l’inizio di una metamorfosi caratteriale che porterà la protagonista ad entrare in conflitto con un mondo che avverte distante da sé.

Ainouz sceglie di privilegiare i personaggi femminili, che appaiono forti, determinati, decisi, mentre gli uomini sono deboli, irrisoluti, senza speranze come nel caso di Joao, l’ex fidanzato con il quale la protagonista intreccia una breve relazione senza speranza.

Mentre il film nel complesso non riesce a fare il salto di qualità anche per una certa banalità nella sceneggiatura (la scelta di Hermila di prostituirsi è piuttosto scontata in un contesto sociale cosi’ difficile, e a dire il vero non risulta particolarmente sofferta), è l’interpretazione delle parti femminili e soprattutto della bravissima Hermila Guedes a sostenerne l’impalcatura.
Il regista non la abbandona per tutto il film e lei lo ricambia delineando un grandissimo ritratto femminile di una giovane ragazza, con una volontà di indipendenza talmente forte da mettere in discussione alla fine il suo stesso ruolo di madre.

(Salvatore Todaro)



Cast

    Claudio Jabo Randy

    Georgina Castro

Hermila Guedes   Hermila Guedes

    Joao Miguel Leonelli

Marcelia Cartaxo   Marcelia Cartaxo
(43 anni circa in questo film)

    Maria Menezes

    Matheus Vieira

    Zezita Matos

Dati Tecnici

Nazione

 

Brasile

Regia

 

Karim Ainouz

Sceneggiatura

 

Karim Ainouz

Fotografia:

 

Walter Carvalho

Colonna Sonora

 

Berna Ceppas / Kamal Kassin / João Nabuco

Produzione:

 

Celluloid Dreams / Fado Filmes / Shotgun Pictures

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