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La Rieducazione

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FESTIVAL

Festival di Venezia 2006
Evento Speciale

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La Rieducazione

(La rieducazione)

Film del: 2006     Genere: Drammatico
Durata: 96 minuti   


L’ipocrisia delle false amicizie condiziona tutti i rapporti implicati nella storia e sottolinea l’aspetto dicotomico dell’animo umano.


Trama:

La storia di Marco, educato alla vita.



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Voto medio: 7,20

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Recensione del film: La Rieducazione

E’ il primo di una trilogia dal titolo “Ciclo dei vinti” il film più low budget della Mostra del Cinema di Venezia. I registi sono quattro e fanno parte di un collettivo nato nel 2004 con la prerogativa principale di fare cinema. Nessuno di loro è un professionista del settore eppure l’opera prima che hanno realizzato è tra le più interessanti della 63° Settimana della Critica.

Girato quasi a costo zero nella periferia romana di cui mostra tutta la cruda facciata di cemento, il film è la storia di Marco, ventottenne laureato impegnato in opere di volontariato che gli rubano tempo senza lasciargli nulla. La sua avventura ha inizio quando il padre, stanco del figlio nullafacente a carico, lo butta fuori di casa lasciandolo in balia di se stesso e alle prese con un nuovo vero lavoro nel cantiere di un amico di famiglia.
Da studente viziato a lavoratore edile deriso e sfruttato il passo è breve, ma, tradendo le aspettive del pubblico, Marco non tarda a mostrare quell’indole camaleontica che gli permette di trovare una propria comoda collocazione in ogni situazione, sfruttando persone e occasioni che lo fanno pure ladro. Con enorme sorpresa, l’intellettuale da tutti ritenuto tanto ingenuo nei confronti della vita da dover essere messo alla prova per comprenderne la durezza, mostra artigli più taglienti del peggiore nemico.

In questa immorale capacità di adattamento si legge una forte critica all’educazione istituzionale che forgia uomini/lupo, animali in grado di sopravvivere non solo adeguandosi all’ambiente in cui vivono con estrema flessibilità, bensì strumentalizzandone le debolezze a proprio vantaggio. Sotto accusa anche quel volontariato, non solo religioso, che furbescamente scambia per amorevole carità sacrosanti diritti civili. L’ipocrisia dei falsi rapporti condiziona tutti i personaggi implicati in questa storia senza preservarne nessuno, nemmeno il prete con il suo “gioco delle due teste” tra padre e figlio. Lo spregevole aspetto dicotomico dell’animo umano è impressionato in questa pellicola con un’energia che lo rende inaspettato quanto credibile. Marco chiude capitoli interi della propria vita con crudele noncuranza, accade con il volontariato, si ripete con il cantiere: “Siamo una famiglia” dice agli altri operai la sera prima di uscire per sempre e con disprezzo dalle loro vite.

In bianco e nero, attori non professionisti, temi di grande attualità, ambientazione familiare, tutti ingredienti a basso costo dosati con profonda riflessione e sensibilità. Che si tratti della solita fortuna del principiante? A questo solo il prossimo film della saga può trovare risposta.

(Valentina Vivarelli)



Cast

    Alessandra Alfonsi

    Daniele Malagnino

    Denis Malagnino

    Don Romano

    Elisabetta Bugatti

    Gennaro Romano

    Gianluca Tiberi

    Marco Donatucci

    Massimo de Sanctis

    Massimo Pasquali

    Pablo Sallusti

    Vincenzo di Nota

Dati Tecnici

Nazione

 

Italia

Regia

 

Davide Alfonsi / Alessandro Fusto / Denis Malagnino

Sceneggiatura

 

Davide Alfonsi / Denis Malagnino / Daniele Guerrini

Fotografia:

 

Alessandro Fusto

Produzione:

 

Amanda Flor

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