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The Great Raid - Un Pugno di Eroi

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The Great Raid - Un Pugno di Eroi

(The Great Raid)

Film del: 2005     Genere: Azione / Drammatico / Guerra
Durata: 132 minuti   Uscito al cinema il: 07/07/2006   


The Great Raid fa parte di quei film tesi ad apologizzare le connazionali truppe coinvolte dove il dualismo buoni contro cattivi non ha sfumature, ma vive di un’insanabile contrasto...


Trama:

Filippine - II^ Guerra Mondiale. La vera storia di come il 2° battaglione fucilieri USA, cercò di liberare 500 prigionieri detenuti in un campo per 3 anni.



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Recensione del film: The Great Raid - Un Pugno di Eroi

Ogni volta che dagli Stati Uniti arriva un film di guerra, data la nazione di provenienza, si cerca sempre di contestualizzarne il messaggio nell’ambito della situazione politica internazionale. Diciamo subito allora che The Great Raid fa parte di quei film tesi ad apologizzare le connazionali truppe coinvolte dove il dualismo buoni contro cattivi non ha sfumature, ma vive di un’insanabile contrasto.

Eroi, una sorta di squadra di bianchi “higlanders”, contro malvagi, in questo caso giapponesi. Un gruppo di soldati alla prima missione, ragazzi che prima di imbracciare un fucile facevano pascolare le mucche e che in nome di un’ideale, per raggiungere quella “gloria interiore” che nessuno potrà più levare dai loro cuori, mettono in gioco la loro vita contro un esercito che combatte con ferocia e quasi plagiato dai suoi stessi capi. Impossibile non tifare per loro.

Messaggio quindi retorico, ma non per questo negativo a priori. Il cinema ha raccontato tante storie analoghe e non per questo brutte. C’è inoltre da considerare che si tratta di una storia vera, quindi tanto lontani dalla realtà non si è andati.
Ad irritare purtroppo è il modo con cui il tutto ci viene raccontato. Se l’antefatto storico (la marcia della Morte di Bataan del 1942) e la conclusione della guerra nelle Filippine ci viene narrato con voce fuoricampo e con tanto di video di repertorio, il resto del film si sviluppa su due diversi punti di vista: quello dei soldati che per cinque giorni si preparano all’assedio e quello dei prigionieri nel campo che cercano di sopravvivere alle angherie nipponiche.
Purtroppo però è proprio nella combinazione di questo doppio filo narrativo che The Great Raid perde in compattezza lasciando che i suoi 132 minuti appiano infiniti. Anche perché, a parte l’ultima mezz’ora in cui finalmente assistiamo all’assedio entrato nella storia per perfezione strategica, il resto è un banale intreccio di piccole storielle personali, dove paure, amori impossibili, gratificazioni personali ed errori di presunzione richiamano ai più convenzionali ritmi da telefilm.

La regia di John Dahl è incapace nel dare respiro alla narrazione, giocare con i silenzi del terrore di chi sa che ogni parola potrebbe essere l’ultima, ogni energia quella che se sprecata potrebbe costarti la vita. Le ampie locations, non eccezionali, ma comunque funzionali al racconto, poco vengono sfruttate per l’accumulo alla tensione, utilizzate più per la spettacolarizzazione delle esplosioni che per rendere chiaro le modalità dell’assalto.
E visto che anche l’occhio vuole la sua parte ecco che anche gli attori danno il proprio contributo: facce sempre pulite e sbarbate smussate da bellezza di turno (Connie Nielsen, la regina del Gladiatore) che anche dopo una sparatoria troviamo truccata e pettinata e il cattivissimo capo giapponese, modello yakuza nuovo millennio, che sembra uscito da un film di Jet-Li.
E se a Joseph Fiennes tocca il ruolo di introverso Shakespeare in Love che anche malato si leva il pane di bocca per i propri soldati, meglio non è andata a James Franco (l’anti-Spiderman) che dopo il pessimo Annapolis trova un altro ruolo in uniforme della stessa, minima, consistenza, tanto che il “grande raid” del titolo finisce per sembrare un attacco alle sale cinematografiche: che gli spettatori ne escano in fretta!

(Andrea D'Addio)



Curiosità:

Joseph Fiennes ha perso 10 chili per il suo ruolo del maggiore Gibson.

L'attore Ebong Joson nel film ha la parte di suo nonno.

E' uno dei film la cui uscita è stata posposta per un paio d'anni a causa del divorzio Disney/Miramax.



Cast

Benjamin Bratt   Benjamin Bratt
(42 anni circa in questo film)

... tenente colonnello Mucci

James Franco   James Franco
(27 anni circa in questo film)

... capitano Prince

    Robert Mammone

... capitano Fisher

Max Martini   Max Martini
(36 anni circa in questo film)

... sergente Sid 'Top' Wojo

    James Carpinello

... caporale Altieri

    Mark Consuelos
(35 anni circa in questo film)

... caporale Guttierez

    Craig McLachlan
(40 anni circa in questo film)

... tenente Riley

    Freddie Joe Farnsworth
(37 anni circa in questo film)

... tenente Foley

    Laird Macintosh

... tenente O'Grady

    Cesar Montano

... capo guerrilla Juan Pajota

    Dale Dye
(61 anni circa in questo film)

... generale Kreuger

Dati Tecnici

Regia

 

John Dahl

Sceneggiatura

 

William B. Breuer / Hampton Sides / Carlo Bernard / Doug Miro

Fotografia:

 

Peter Menzies Jr.

Colonna Sonora

 

Trevor Rabin

Produzione:

 

Miramax Films / Village Roadshow Pictures / Lawrence Bender Productions / Marty Katz Productions

Distribuzione:

 

Buena Vista

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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