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La Spina del Diavolo

(El espinazo del diablo)

Film del: 2001     Genere: Horror / Mistero
Durata: 106 minuti   Uscito al cinema il: 30/06/2006   


Delicato, ricco di buoni sentimenti, di giustizia e di grandi temi sociali, con una trama semplice, delicata, che si dipana con una leggerezza poco usuale, vorrebbe impaurire e invece sembra aver costantemente paura


Trama:

Spagna, fine anni ‘30, Carlos, un bambino di 12 anni, viene abbandonato dal suo tutore nell’orfanotrofio di Santa Lucia, un imponente edificio sperduto in una landa desolata, dove si nascondono inquietanti segreti.



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Recensione del film: La Spina del Diavolo

Attraverso un racconto sospeso nel tempo, con colori e musiche di un’altra epoca, il regista racconta la storia di un ragazzo orfano alle prese con le brutture della guerra e degli uomini in genere.
La narrazione ha la capacità di trasportare lo spettatore in lunghi corridoi vuoti, ricchi di terrori notturni e amori segreti, carichi di paure e malinconie.
Carlos diventa così l’incarnazione di quanti vogliono capire i propri timori, di coloro che vorrebbero un mondo più giusto, meno crudele, più sincero e disinteressato.

La voglia di rivalsa, che caratterizza, anche se in modo diverso tutti i personaggi, si “purifica” quasi nella figura di questo bambino che non rinuncia né a combattere la sua guerra personale né a capire quel mondo degli adulti, che dovrebbe proteggerlo e che invece lo insidia.

La guerra che dovrebbe servire solo da sfondo alla storia ne diventa, malgrado tutto, la protagonista che, con le sue brutture e le brutalità cui abitua gli uomini, si introduce in maniera subdola anche in un collegio di bambini indifesi.
Tutti i protagonisti della vicenda, tranne Carlos, hanno qualcosa da nascondere, un segreto più o meno terribile da cui fuggire. La vergogna e l’imbarazzo sono i sentimenti che, insieme alla paura, trasudano dalle pareti dell’orfanotrofio; sono i sentimenti e le caratteristiche dell’uomo, cinico e arrivista, perfido e ottuso, che viene generato dalla guerra stessa.

I colori scelti dal regista, che vanno dall’ambra al verde più o meno intenso, passando per il color terra e il buio della notte, evocano il passato, ma anche i fantasmi e i sogni dei fanciulli.
La presenza che si aggira per l’istituto è quasi avvolta da sacralità: fluttua lieve nell’aria, ma si nasconde come i bambini. Vorrebbe vendicarsi del torto subito, ma nello stesso tempo teme quasi di essere visto. Vorrebbe impaurire e invece sembra aver costantemente paura.

Delicato, ricco di buoni sentimenti, di giustizia e di grandi temi sociali, con una trama semplice, delicata, che si dipana con una leggerezza poco usuale, la pellicola, che potrebbe collocarsi più in un limbo sospeso fra il genere drammatico e quello fantasy (piuttosto che in quello horror), risulta nel suo insieme, un po’ troppo lenta.

(Teresa Lavanga)



Cast

Marisa Paredes   Marisa Paredes
(55 anni circa in questo film)

... Carmen

Eduardo Noriega   Eduardo Noriega
(28 anni circa in questo film)

... Jacinto

    Fernando Tielve

... Carlos

    Federico Luppi
(65 anni circa in questo film)

... Casares

    Íñigo Garcés

... Jaime

    José Manuel Lorenzo

... Marcelo

Dati Tecnici

Nazione

 

Spagna / Messico

Regia

 

Guillermo del Toro

Sceneggiatura

 

Guillermo del Toro / Antonio Trasorras / David Munoz

Fotografia:

 

Guillermo Navarro

Colonna Sonora

 

Javier Navarrete

Produzione:

 

Anhelo Producciones / El Deseo / Tequila Gang / Good Machine / Canal+ / Sogepaq

Distribuzione:

 

Moviemax

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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