Film del: 2007
Genere: Avventura / Azione / Comics
Durata: 156 minuti Uscito al cinema il: 01/05/2007
Ogni eroe arriva ad un punto della sua vita in cui affronta il suo lato oscuro.
Trama:
L'aracnide torna sul rande schermo, questa volta alle prese non solo con Venom e l'Uomo Sabbia, ma anche con una crisi sentimentale con Mary Jane.
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Voto medio: 7,50
Recensione del film: Spider-Man 3
Ogni eroe arriva ad un punto della sua vita in cui affronta il suo lato oscuro – come Lucas ci ha ben insegnato – il riflesso di se stesso e del “sarebbe stato” e questa nemesi, come da tradizione, è sempre “nera”. E’ così che nel terzo capitolo delle avventure dell’aracnide entra in gioco il famigerato “costume nero”, l’alieno che diventerà Venom, la nemesi del povero Peter Parker. Ma gli sceneggiatori hanno voluto aggiungere altra carne al fuoco per quello che potrebbe essere l’addio di Raimi alla sua creatura, e quindi ecco anche il nuovo Goblin, l’Uomo Sabbia - una gioia per gli effetti speciali – e Gwen, la donna più importante nella vita dell’imbranato Peter (almeno nel fumetto).
Ma quello che si prospetta come il capitolo più teso al livello emozionale e con più riferimenti alla vita reale, è anche il più deludente sotto il profilo del ritmo e della tensione narrativa. La scelta di Raimi di allungarsi ampiamente oltre le due ore è stata molto pericolosa, anche perché unita alla sua “cifra” che focalizza la storia anche al livello umano rendendo il film qualcosa in più di un videogioco adrenalinico in CGI. Infatti se questo è stato il tema vincente dei due precedenti capitoli, diventa improvvisamente il suo punto debole sia perché il tutto è troppo stereotipato a favore degli spettatori più giovani, ma soprattutto perché poco credibile. Il primo a non crederci sembra proprio il protagonista, un Tobey Maguire che si limita a sgranare gli occhi come un novello Frodo nella terra di Mordor e che ogni volta che indossa il costume resta il goffo ed impacciato Peter anziché l’agile Uomo Ragno. La maschera che da sempre è servita al timido studente-fotografo per superare i suoi evidenti limiti di interazione con le persone e diventare così un ironico istrione, non sembra più assolvere al suo compito come se Peter fosse ormai il Parker del fumetto odierno, sposato, sicuro di se, affermato: il problema è che Maguire sembra non essersene accorto.
Sul fronte dei comprimari la situazione non è certo più rosea. La new entri Gwen è la parodia del volitivo personaggio che segnò la gioventù di Peter Parker, mentre Mary Jane continua a restare imprigionata nello stereotipo della “donzella urlante”. L’unico che sembra essere a suo agio ed in grado di convincerci è l’eterna promessa James Franco, dalle grandi potenzialità, spesso frustrate da copioni infelici.
Infine il messaggio di Raimi che permea l’opera: la violenza è una cane che si morde la coda e solo il perdono è la strada per un nuovo inizio! Con un’America che continua ad interrogarsi sulle motivazioni delle sue azioni e con la gente di strada che sembra non credere più nelle scelte politiche governative, questo è quello che vogliono sentirsi dire, e forse è per questo che Spidey si ferma accanto ad una bandiera a stelle e strisce che garrisce al vento dopo essersi liberato del suo lato oscuro. Ma è un film sui supereroi il luogo adatto per questa facile demagogia? E soprattutto non sarà il caso di finirla con questi villain che disconoscono le loro azioni violente o che trovano sempre una giustificazione per quello che fanno? Basta, li vogliamo cattivi e spietati!