Film del: 2006
Genere: Drammatico
Durata: 107 minuti Uscito al cinema il: 03/11/2006
Al di là di una pesante tenda si balla una danza che sa di sangue e di calde atmosfere che nessun condizionatore rinfrescherà.
Trama:
Dal celebrato best seller “Ricostruzioni” di Josephine Hart, un intenso e intrigante dramma familiare. Un film che affronta in modo raffinato e toccante il tema del salvataggio esistenziale e degli affetti struggenti.
Tratto dal romanzo Ricostruzionidi Josephine Hart, Viaggio Segreto del siciliano Roberto Andò si muove proprio con l’intento di chi deve ricostruire – non sensa una certa fatica - un fatto accaduto molti anni prima e le cui conseguenze sono ancora evidenti nel presente.
Due fratelli (Alessio Boni e Valeria Solarino) si ritrovano proiettati in un passato che con fatica e dolore avevano cercato di dimenticare. Al di là del concreto – ed affidabile - confine della vita quotidiana – fatto di protettive abitudini consolidate e piccole innocenti manie - c’è un luogo ed un tempo fatto di atmosfere languide e rarefatte dove si insinua, serpeggiando, una molle melodia blues. Ci sono vecchi stereo anni ’70 – veri oggetti di modernariato – e lampade in metallo ed ossute sedie a sottolineare un tempo che sembrava sepolto. Al di là di una pesante tenda si balla una danza che sa di sangue e di calde atmosfere che nessun condizionatore rinfrescherà.
Abilissimo nell’approntare eleganti messinscene grazie ad un’attenzione particolare per la luce ed i colori, Roberto Andò conferma ancora – dopo il precedente Sotto falso nome - di saper cogliere le atmosfere del plot che esplicita e di saperle riprodurre immergendoci in esse. Ma come nel suo penultimo film la narrazione è resa faticosa da un montaggio che non sempre chiarifica alcuni passaggi temporali e il frequente uso del flashback – non cronologicamente consequenziali – lascia spesso interdetti. Nello stesso tempo l’elegante architettura è inquinata da dialoghi non sempre all’altezza che suonano falsi, anzi “fessi”. Forse perché troppo incantati dalla forma – e dalle forme delle brave e belle attrici (Valeria Solarino, Donatella Finocchiaro, Claudia Gerini) che Andò riprende con l’occhio di un adolescente timido ma incuriosito – ci si dimentica di una delle regole principali del raccontare: svelarci i perché di ciò che accade. E così nulla ci si dice della patologia compulsiva che sembra affliggere la madre dei due bambini e che poi sarà all’origine della tragedia che, in un finale tutto sommato prevedibile, avrà il suo doloroso epilogo.
Film quindi ben confezionato – le riprese dei bianchi scogli sul mare di Siracusa ne sono un esempio - e come detto con tante brave attrici ed ottimi comprimari (Emir Kusturica, Marco Baliani, Roberto Herlitzka) ed un attore, Alessio Boni con lo sguardo sempre smarrito e gli occhialetti alla Herry Potter, che fatica a reggere un ruolo effettivamente impegnativo e che avrebbe forse richiesto una più ampia nuance di espressività.