Film del: 2005
Genere: Drammatico / Thriller
Durata: 124 minuti Uscito al cinema il: 13/01/2006
Woody Allen ci spiazza di nuovo e ci regala un film che non sembra neanche suo a metà tra Shakespeare, Pirandello, il noir e il melodramma.
Trama:
Match Point racconta la storia della scalata sociale di un giovane uomo e delle terribili conseguenze della sua ambizione. Il protagonista è diviso tra due donne e tra due stili di vita, l’uno rassicurante e nella ricchezza, l’altro incerto e nella normalità. La storia è ambientata nel mondo dell’alta borghesia inglese.
Per arrivare, nella vita, è più importante il talento o la fortuna? Potrebbe sembrare una domanda retorica visto che in tempi moderni dove le meteore “artistiche” sono diventate pane di tutti i giorni pare che il talento sia un accessorio trascurabile. Woody Allen che però viene da tempi lontani, talento ne ha da vendere e ancora oggi, passati da poco i settanta, potrebbe insegnarlo nelle scuole.
E così ancora una volta, dopo 36 regie, ci ha stupito. Se all’inizio guardando passare i titoli ci rassicuriamo leggendo Woody Allen alla voce regia (che bene o male è sempre una garanzia), ci dobbiamo piano piano arrendere al fatto che il grande regista statunitense ci ha imbrogliato. Che c’entra quell’omino occhialuto con questa storia melodrammatica di passione e tradimento disegnata con sensibilità assolutamente estranea all’autore newyorkese? Niente e forse tutto. Non è la prima volta che Woody Allen ci spiazza: lo aveva già fatto negli anni ottanta ai tempi della sua trilogia pseudo-bergmaniana (Settembre, Un’Altra Donna e Crimini e Misfatti), già anticipata nel decennio precedente da quell’Interiors che era stato bistrattato nel nostro continente. Ed è forse per dimostrarci qualcosa, o forse no, che Woody Allen gira nel 2005 il suo film più europeo.
In un vortice che va da Pirandello, i personaggi sono “maschere nude”, a Shakespeare, per il crescendo delle passioni e la caratterizzazione simbolica degli stessi personaggi, Match Point scorre con la sensazione che la storia, prima o poi, debba arrivare ad un punto di collasso. Cosa che puntualmente accade ma, ovviamente, con un colpo di genio. L’ultimo film di Woody Allen, non è un film lineare anche se la storia di cui parla lo è. Il racconto inizia come una storia d’amore, diventa melodramma e sfocia improvvisamente in una specie di noir straniante. E lo spettatore, anche se fa un po’ di fatica a raccapezzarsi, esce sicuramente dal cinema soddisfatto, perché è come se la sensazione che abbiamo avuto del film cresca piano piano.
Se il fatto che Woody Allen, tenda ogni volta a spiazzarci può sembrare ormai quasi un’ostentazione di sicurezza da parte sua ma è pur vero che non è da tutti uscire dal proprio campo per reinventarsi come se niente fosse. Non è facile da giovani, figuriamoci a settant’anni suonati! E allora a prescindere dalle soluzioni che il film può dare, sta a voi ora rispondere: per arrivare nella vita è più importante il talento o la fortuna?
(Renato Massaccesi)
Curiosità:
E' il primo film di Allen girato interamente in Gran Bretagna.