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A History of Violence
(A History of Violence)
Film del: 2005
Genere: Comics / Drammatico / Poliziesco / Thriller
Durata: 96 minuti Uscito al cinema il: 16/12/2005
Dopo due anni passati a lavorare gratis per il cauto Spider, il regista canadese ricomincia a filmare l'orrore con quell'estetica brutale e fredda che era, fino a poco tempo fa, il suo marchio di fabbrica.
Trama:
Tom, dopo aver ucciso per leggittima difesa, un rapinatore, finisce sulle pagine di tutti i giornali e viene riconosciuto da alcuni suoi ex-coleghi. La vita tranquilla che si era costruito sta per finire.
Una coppia innamorata con splendidi figli, una casa a due piani con il classico giardinetto all'inglese, una cittadina sperduta dell'Indiana, tutto questo non può che ricordarci il modello familiare della middle class americana.
Tom Stall è un buon uomo preso in considerazione dalla comunità di Millbrook, gestisce un ristorante ed è sposato con la bella avvocatessa Edie. Il loro mondo perfetto, però, comincia a sgretolarsi quando la violenza viene a bussare alla loro porta. Costruendo una lucidissima History of Violence (appunto “Una Storia di Violenza”) David Cronenberg spinge così verso l'inferno la vita di questa giovane famiglia.
Dopo due anni passati a lavorare gratis per il cauto Spider, il regista canadese ricomincia a filmare l'orrore con quell'estetica brutale e fredda che era, fino a poco tempo fa, il suo marchio di fabbrica.
Partendo dal presupposto che il passato torna sempre “like a curse” (“come una maledizione” diceva una canzone di Bruce Springsteen), il povero Tom Stall/Viggo Mortensen è costretto ad usare quella violenza del titolo sia per proteggere la sua famiglia che per staccarsi dal quel vissuto ormai rimosso.
Apparentemente la storia che ci mostra Cronenberg potrebbe sembrare un percorso di redenzione, ma risulta essere tutt'altro. Il Tom Stall che viene proposto sullo schermo è un ipocrita che cerca di lavare i propri peccati ricominciando daccapo invece di affrontare i propri errori e così prendersene le colpe. La classica famigliola felice che si è costruito si destabilizza quando capisce la verità, ma, alla fine, pur di salvare la faccia, pur di aspettare il papà la sera quando torna dal lavoro, lo riaccetta continuando quella falistà su cui lui ha fondato quel rapporto.
Il discorso del “Demone Sotto la Pelle” che lentamente contamina il corpo, per poi propagarsi agli altri è un discorso aperto da Cronenberg quasi una trentina d'anni fa e mai concluso. Mentre prima aveva un apparenza orrorifica più delineata ora agisce in maniera più sottile, ma non per questo meno violenta.
Il film comincia con il massacro di una famiglia per riagganciarsi repentinamente, come se fosse la stessa scena, ad un nucleo famigliare compatto, tutti i componenti abbracciati intorno alla figlioletta piccola perché ha avuto un brutto sogno. Il cineasta canadese fornisce subito una chiave di lettura rappresentando le due facce della stessa medaglia.
Per Cronenberg la violenza, comunque, non cambia, sia che essa venga usata da un paio di delinquenti per rapinare un ristorante, sia che se ne sfrutti la potenzialità per proteggere il nucleo familiare. Nel film il livello orrorifico delle scene “forti” è sempre uguale, non esiste un grado minore o maggiore di brutalità. A History of Violence diventa così un film agghiacciante e di un attualità sconvolgente, parlando di un tema forse predominante al giorno d'oggi come l'ipocrisia.
(Marco Massaccesi)
Curiosità:
Per la scena di sesso sulle scale il regista, David Cronenberg, era preoccupato che gli spigoli degli scalini potessero fare male agli attori ed ha chiesto al direttore delle controfigure delle protezioni. Il responsabile, dopo aver riso perchè è la prima volta che qualcuno gli chiedeve delle protezioni per una scena di sesso, ha detto che non sarebbero servite. Cronenberg aveva ragione, nella scena in cui Edie è sul letto nudo si vedono alcuni lividi sulla schiena, ma la maggior parte sono stati coperti con il trucco.