Quando si tratta di Noir gli elementi da manipolare sono sempre gli stessi: il pollo di turno (che è quasi sempre un brav'uomo, con una famiglia normale ed un lavoro ben avviato), la fatalona (anche questa quasi sempre apparsa dal nulla che salva il nostro da una vita troppo convenzionale) ed, alla fine, il bruto (uomo sporco dentro sempre alla ricerca di soldi e macchia nera perpetua nel passato della dark lady).
Eccoli quà i nostri belli ingredienti, un po' di farina, uova, burro e una bella mescolata, ed il piatto è servito. Certo la ricetta può cambiare secondo chi ha le mani in pasta; per Woody Allen, con Crimini e Misfatti prima e Match Point dopo, questo tipico intreccio viene condito con metafore poetiche e filosofiche tipiche del nostro, per Adrian Lyne, autore di Attrazione Fatale, basta aggiungere un impianto da spot pubblicitario ad effetto ed il racconto è pronto per gli occhi del pubblico, e così via…
Per Mikael Haftrom, regista di Derailed - Attrazione Letale il gioco, invece, è più complesso. Al cineasta svedese, che ha alle spalle una candidatura agli Oscar come miglior film straniero per Evil, vengono date le stesse carte da giocare degli altri suoi colleghi. Grazie però all'abilità con cui maneggia il mazzo e soprattutto all'astuzia con cui sa bluffare (nel poker talento che hanno in pochi), riesce a condurre una partita sul filo del rasoio, fino al momento in cui mostra quello che aveva in mano.
Per Hafstrom raccontare un genere tipicamente hollywoodiano, sembra sì una sfida, ma anche un non voler rinunciare ad una certa etica professionale. Come si è visto nella sua opera precedente, Evol (giocata su un altro tema abusato come la ribellione giovanile), mantenere in piedi la psicologia del personaggio fino alla fine, senza farsi prendere troppo dalla pura estetica, serve ad arrivare alla meta integri, malgrado i luoghi comuni da affrontare.
Insomma, visto che gli elementi sono sempre gli stessi è il gusto ciò che conta, e, una volta usciti dal cinema, può risultare più che soddisfacente.