Il 21 Gennaio del 2005 in Spagna viene approvata la legge sul diritto alle coppie gay di unirsi in matrimonio. Poco dopo, nello stesso paese, in sala esce Reinas, di Manuel Gòmez Pereira, film che narra in maniera edulcorata le vicende delle prime coppie omosessuali che hanno tratto subito vantaggio da quella delibera.
Nei nostri cinema l'opera spagnola esce mentre in televisione scorrono le immagini del matrimonio, questa volta in Inghilterra, tra il famoso musicista Elton John ed il suo giovane compagno (tra i due c'è una differenza di quindici anni), segno che le istituzioni, almeno negli altri paesi, stanno facendo grandi passi avanti, riconoscendo diritti negati fino a poco tempo fa. Reinas, invece, vede la luce sui nostri schermi alla vigilia di un Natale coperto da un manto sempre più cattolico e reazionario, affrontando le ultime bocciature, da parte della giunta torinese, sull'approvazione delle coppie di fatto.
Malgrado questo, l'idea del film di Pereira nasce prima dell'arrivo della famosa legge. Il cineasta madrilegno, insieme ai suoi cosceneggiatori, sentiva che stava giungendo un forte cambiamento nel loro paese dopo l'avvento di Zapatero, e da questo sentore é nata la fase embrionale della sceneggiatura.
Interpretato da alcune delle più grandi attrici spagnole (appunto le vere regine del film) il racconto agisce su vari strati, intrecciando fra loro non solo le storie delle coppie pronte a compiere il grande passo, ma anche quelle dei relativi genitori con tutte le loro perplessità. Ispirato alle commedie americane degli anni cinquanta (Billy Wilder e George Cukor soprattutto), Reinas traccia con divertimento e delicatezza il percorso verso l'altare (della storia si potrebbe anche aggiungere) di questi giovani ragazzi, cui l'unico sogno è dimostrare che sono uguali agli altri, con le stesse necessità e desideri, primo fra tutti quello di crearsi una famiglia.
Almodovar, comunque, con il suo particolare gusto del Kitch, la sua ironia al vetriolo e quel vitale gusto per la provocazione, ci ha abituati male ed anche se nel cast ci sono quasi tutte le sue donne, a partire da Carmen Maura per arrivare a Marisa Paredes, e si avverte il suo spettro che aleggia dietro le quinte sin dalle prime scene, al racconto manca quella frizzante sfacciataggine tipica del maestro della movida. Certo Gomez non è Almodovar, ma un pizzico di sarcasmo in più avrebbe reso il tutto più accattivante.
Malgrado questo Reinas resta un film scorrevole e divertente, dolce e lieve. Guardandolo si spera che il tema della diversità venga un giorno affrontato anche nel nostro cinema senza pregiudizi e costrizioni, ma con lo stesso grado di civiltà.