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P3K Pinocchio 3000

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P3K Pinocchio 3000

(P3K Pinocchio 3000)

Film del: 2005     Genere: Animazione / Fantascienza / Fantastico
Durata: 80 minuti   Uscito al cinema il: 05/01/2006   


Indovinate un po’ chi torna a far parlare di sé al cinema? Nientedimeno che il classico dei classici: Pinocchio! Eh già, dopo 125 anni di onorata carriera da burattino, il piccolo protagonista della fortunata fiaba di Collodi si trasforma in un robottino di ultima generazione.


Trama:

Il malvagio Scamboli, sindaco della ipertecnologica Scamboville, progetta di rinchiudere tutti i bambini in un grande parco giochi per poterli controllare e trasformare in automi obbedienti al suo volere. Ma dovrà vedersela col piccolo robot Pinocchio, che, nell’adoperarsi per restituire la libertà ai suoi concittadini, conquisterà per se stesso un cuore di vero bambino.



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Recensione del film: P3K Pinocchio 3000

Daniel Robichaud, al suo primo lungometraggio dopo eccellenti prove agli effetti speciali di molti film di successo, con P3K: Pinocchio 3000 riporta in scena le vicende del fanciullo di legno che vuole diventare un bambino vero, ma rielaborando la storia in chiave futuristica.

Intento encomiabile, visto che non tutti hanno capito che per arrivare al cuore dei bimbi bisogna parlar loro con un linguaggio che sono in grado di comprendere; e certamente, un bambino del terzo millennio vive la sua realtà più in termini di pixel e di megabyte che in quelli di bacchette magiche e luoghi incantati. Prende così forma un progetto tanto ambizioso quanto ben riuscito, che vede la collaborazione del già citato regista canadese, dello sceneggiatore Claude Scasso, del produttore Jacques Pettigrew oltre a quella della MediaLab (società francese specializzata in computer animation).

Ecco, dunque, che ingranaggi, latta e microchip prendono il posto del caro vecchio legno e danno vita a un Pinocchio estremamente modernizzato nella forma ma che, in sostanza, resta quello di sempre: condannato a vedere il proprio naso allungarsi a dismisura ad ogni bugia detta. Il Grillo Parlante diventa, invece, un buffo cyber-pinguino, dispensatore di improbabili proverbi e fedele assistente di Mastro Geppetto, mentre il Gatto e la Volpe prendono le sembianze di altri due robot, Cab e Rodo, goffi e stupidotti ma pur sempre diavoli tentatori; e se il Male, e cioè il pericolo in tutte le sue forme, è concentrato nella figura del “cattivo” di Scamboville, il sindaco Scamboli, la Fata Turchina non solo si vede sostituire i suoi bei capelli celesti con simpatici dread nero corvino, ma è anche meno eterea e delicata di come l’aveva immaginata Collodi... anzi, Cyberina è proprio una fata sui generis: eccentrica, sagace, un po’ chiassosa, afroamericana e molto trendy. Non a caso ha la voce di Platinette, che per l’occasione ha cercato di non farsi influenzare dalla doppiatrice originale (Whoopi Goldberg) ma fare un dichiarato omaggio alla ormai dimenticata, ma pur sempre strepitosa attrice, Tina Lattanzi.

Anche è, come ormai tutti i cartoni animati più recenti, un film che ha un doppio piano di lettura: a quello più semplice e lineare se ne sovrappone uno più “adulto”. Ed è proprio da questa prospettiva che si possono cogliere diversi messaggi sociali, quali ad esempio la pericolosa condizione ecologica di mezzo mondo, che vede scomparire progressivamente i propri spazi verdi a favore di grattacieli e autostrade, o della drammatica realtà di molti bambini di oggi che rischiano di diventare pian piano degli automi se i “grandi” continuano a disinteressarsi dei loro desideri e delle loro esigenze.

A ben guardare, il film risulta in effetti vagamente malinconico, ma vale comunque la pena portare i propri figli al cinema per vedere questo grande esempio di equilibrata fusione tra classico e moderno.

(Laura Spina)



Cast

Dati Tecnici

Nazione

 

Canada / Francia / Spagna

Regia

 

Daniel Robichaud

Produzione:

 

CinéGroupe / Filmax

Distribuzione:

 

DNC Entertainment

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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