Film del: 2005
Genere: Drammatico
Durata: 123 minuti Uscito al cinema il: 07/12/2005
Scontro generazionale fra chi ha dovuto lasciare la propria terra per cercare lavoro e chi invece, nella terra del lavoro c’è nato e non vuole tornare lì da dove i propri genitori erano partiti.
Trama:
Durante gli anni sessanta, su consiglio del governo, numerose famiglie lasciarono le grandi città cinesi per stabilirsi nelle regioni povere, con lo scopo di sviluppare l'industria locale. Una ragazza di diciannove anni vive nella provincia di Guizhou con i suoi genitori e suo fratello. Là lei è cresciuta, ci vivono i suoi amici, ed è la che lei ha vissuto la sua prima storia d'amore. Poi suo padre decide di trasferirsi a Shanghai...
Scontro generazionale fra chi ha dovuto lasciare la propria terra per cercare lavoro e chi invece, nella terra del lavoro c’è nato e non vuole tornare lì da dove i propri genitori erano partiti. Le radici di una famiglia possono essere in posti diversi, ma per tutti affondano dove si è nati.
Soave, leggero eppure pregno di emozioni, il racconto narrato dal film ci prospetta una realtà per noi occidentali ormai così lontana da sembrarci anacronistica: ma è la narrazione di situazioni che ci sono appartenute.
Raccontati in modo diverso, con una prospettiva che a tratti può sembrare contorta, gli anni ’80 hanno però segnato anche il popolo di Mao. Mentre in Occidente sbancavano i primi video clip, in Cina era vietato guardare i filmati di bande rock; mentre in Occidente orecchini enormi, spalline, capelli cotonati e trucco esagerato spadroneggiavano ovunque, in Oriente non si poteva entrare a scuola se non con la divisa d’ordinanza.
Forse si stenta a riconoscerle, forse certi valori non fanno più parte del nostro bagaglio culturale ma questa pellicola, lenta e riflessiva, scandaglia ogni spettatore fin nell’intimo. Fa tenerezza pensare che una ragazza possa emozionarsi per modesto paio di scarpe, o essere attratta da un bulletto con gli occhiali a goccia. E’ dolce pensare che due ragazze che condividono tutto, che dormono nello stesso letto e hanno le stesse aspettative possano conservare l’una nei confronti dell’altra una certa timidezza, un certo pudore.
Sicuramente la mentalità orientale, stretta come è fra arcaicismi e tendenze all’innovazione, risente maggiormente dei cambiamenti degli ultimi anni, ma un film come Shanghai dreams non può non provocare una certa nostalgia per quei tempi andati.
In un tempo così globale conforta pensare che c’è ancora qualcuno legato alle proprie tradizioni, qualcuno che non si lascia trasportare solo dalla voglia di apparire, qualcuno che guarda alla sostanza più che alla forma. Si, perché è vero che a volte le tradizioni sono un impedimento, ma è altrettanto vero che un uomo senza radici non riuscirà ad attecchire da nessuna parte.