Wallace & Gromit: La Maledizione del Coniglio Mannaro
(Wallace & Gromit: The Curse of the Were-Rabbit)
Film del: 2005
Genere: Animazione / Commedia / Famiglia
Durata: 85 minuti Uscito al cinema il: 03/03/2006
Dopo tre cortometraggi di circa trenta minuti l'uno è arrivato il momento, per Wallace e Gromit, di un film vero e proprio.
Trama:
Wallace e Gromit devono dare la caccia alla talpa che mette in pericolo gli ortaggi del loro villaggio alla vigila della grande gara per l'ortaggio più grande.
Recensione del film: Wallace & Gromit: La Maledizione del Coniglio Mannaro
La Aardman è una strana casa di produzione. Nata a Bristol qualche decennio fa, i suoi dirigenti decisero sin dagli inizi di produrre corti, medi e lungometraggi non solo adottando il classico stile da disegno animato, ma dando vita a quello più curato della plastilina. In questo lungo arco di tempo le tendenze sono, naturalmente, cambiate e con quelle anche le esigenze delle generazioni che si sono man mano susseguite. Ma la Aardman ha tenuto duro preferendo alle nuove frontiere digitali quelle vecchio stile, rimanendo l'ultimo portabandiera di un universo fatto di pongo e cartapesta. Questa strampalata casa di produzione inglese, comunque, è rinata a nuova vita, all'inizio degli anni novanta, grazie al neolaureato Nick Park. Il giovane, per il suo esame finale alla National Film and Television School di Beaconsfilde, presentò un cortometraggio girato in plastilina la cui lavorazione durò sei anni e il cui titolo era Una fantastica Gita. Nel film apparivano per la prima volta due personaggi completamente assurdi: un inventore geniale innamorato del formaggio ed il suo cane tuttofare, i cui nomi erano Wallace e Gromit. Naturalmente la Aardman notò subito quel giovane talento e, una volta messo sotto contratto, produsse altre storie di quell'incredibile coppia: I Pantaloni Sbagliati ed Una Tosatura Perfetta, che riscossero immediatamente un enorme successo di pubblico.
Dopo questi tre cortometraggi di circa trenta minuti l'uno è arrivato il momento, per Wallace e Gromit, di un film vero e proprio dal titolo Wallace e Gromit: La Maledizione del Coniglio Mannaro. Con un ritmo esilarante ed un ironia sconvolgente, lo scienziato pazzo ed il suo cane servitore, in questa ultima avventura, vanno alla ricerca di una sorta di coniglio mostro che ingurgita nottetempo gli ortaggi giganti della piccola cittadina in cui vivono. Vegetali sproporzionati che aspettavano il momento di essere mostrati nell'annuale fiera dell'ortaggio gigante di Miss Campanula Tottington.
Condendo il racconto con citazioni di tutti i tipi, dal “Dottor Jeckyll e Mr Hyde ”a “King Kong” passando attraverso “Frankestein”, Nick Park, dopo l'ottimo Galline in Fuga ed insieme al suo collega Steve Box, riesce a reinventare nuovamente questo stile di animazione portandolo al suo estremo.
Con una strizzatina d'occhio a temi odierni come il cibo geneticamente modificato e con un perfetto spirito animalista Nick Park ha dimostrato ancora una volta come i vecchi sistemi (in questo caso d'animazione) non siano affatto da buttare via, al contrario riescono a tenere benissimo il passo di quelli adottati con tastiera e mouse.
(Marco Massaccesi)
Curiosità:
La produzione del film ha richiesto 2,8 tonnellate di plastilina in 42 colori e 1.000 salviette umidificate a settimana per pulire le dita degli animatori.
Di ogni personaggio esistono numerose varianti per le varie emozioni. Sono stati realizzati 43 Gromit e 35 Wallace.
Nel film ci sono 700 sequenze con effetti in CGI.
La serra di Lady Campanula è vera e contiene 100 tipi di piante e 700 vegetali.
La canzone che Gromit sente nella radio del furgone è "Bright Eyes" presa dal film Waterhip Down, una pellicola sui conigli.