Film del: 1955
Genere: Drammatico
Durata: 111 minuti
Trama:
Jim, un ragazzo dal burrascoso passato, arriva in una nuova città per ricominciare da capo, ma l'invidia delle persone del posto ed i pregiudizi lo metteranno a dura prova.
Benché in centodieci anni di storia del Cinema ci siano stati migliaia di film che hanno trattato scontri generazionali in cui ad una gioventù sbandata e ribelle faceva da contraltare una famiglia repressiva ed ottusa, Gioventù Bruciata è sicuramente il film che è rimasto più vivo nell’immaginario di ogni appassionato di Cinema per quanto riguarda la descrizione di quella ribellione che ne conseguiva.
Sarà perché il 1955 è stato anno memorabile a livello di “gap” generazionale, con Elvis che comincia ad uscire allo scoperto, con il rock’n’roll che diventa la musica del diavolo per tutti quei “benpensanti” che faranno roghi pubblici di dischi (del 1955 è anche Il seme della Violenza, colonna sonora: “Rock Around the Clock” di Bill Haley), o forse sarà perché era ancora fresco quell’incubo che fu il maccartismo (e di cui Nicholas Ray diede una bruciante allegoria in Johnny Guitar), fatto sta che ancora oggi se si pensa al “ribelle” al cinema si pensa a James Dean.
A guardarlo oggi, Gioventù Bruciata può sembrare anche “naif” per un’ingenuità di fondo a cui non siamo più avvezzi. Eppure quel dolore (quello di ieri come quello di oggi) di una gioventù senza guida che decide di annebbiarsi per non sapere che fare e per cui la comunicazione, quella vera, è un accessorio secondario (quello che conta è il ruolo nel branco), quel dolore è rappresentato in maniera che ancora oggi ci appare viva.
James Dean, Natalie Wood e Sal Mineo (tutti e tre morti in condizioni tragiche: incidente automobilistico, annegamento e omicidio) ci portano in un mondo dove tutto sta cadendo a pezzi non si sa per colpa di chi, e nello spazio di una notte realizzano una tragedia dove si muore per l’urgenza di vivere. La regia di Nicholas Ray (ribelle anche lui) rende il tutto per sempre moderno con l’uso dell’anamorfico che da una sensazione straniante della vicenda riuscendo a descrivere lo sbandamento di tutto.
Ma ovviamente se Gioventù Bruciata è ancora oggi ricordato in molte case e in molti libri è per merito del suo attore principale che, benché interprete soltanto di due film e mezzo, ha avuto un impatto talmente forte nel nostro immaginario, che ancora oggi rappresenta il simbolo di quel ribellismo interiore che, a livello di sensibilità popolare, ha fatto di più che tanti proclami inutili e non sentiti: James Dean, ribelle con un motivo.
(Renato Massaccesi)
Curiosità:
L'uomo che alla fine del film entra nel planetario è Nicholas Ray stesso.