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East of Paradise

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10/09/2005
Venezia 62 - Tutti i premi

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East of Paradise

(East of Paradise)

Film del: 2005     Genere: Docudramma
Durata: 100 minuti   


Il film è ciò che di più vero si possa ambire di trovare su uno schermo. Spacca tutte le regole. Infrange ogni potere. Assolutamente alla ricerca dell’anarchia arriva al compimento del suo teorema dimostrando la nostra assoluta dipendenza dalla finzione, e l’incapacità di uscire dal tunnel.


Trama:

Il viaggio di una coppia di emigranti polacchi verso gli USA, ricostruito dal figlio sessant’anni dopo.



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Recensione del film: East of Paradise

Il regista inquadra la mamma in primissimi piani. Vuole carpire ogni sospiro, ogni lacrima, tutte le increspature di un viso che racconta la tragedia della deportazione. La donna ripercorre attraverso un fiume inarrestabile di drammatici ricordi, la sua esperienza nei campi di lavoro in Siberia. I vagoni pieni, le condizioni igieniche, l’annullamento della persona, l’impossibilità alla determinazione di alcuna scelta. La tragedia la segue anche nel viaggio di ritorno. Ha con se il figlio della zia. Se ne prende cura, ma vuole restituirlo alla mamma, perdendo il treno, organizzandone un altro, entrando in contatto con l’ambasciata per poi mollare tutto e raggiungere finalmente la zia, abbracciarla, stringerla, riconsegnarle il bambino.
STOP.

Chiede se può fare una pausa, poi comunica che la deve fare e piange, piange, e piange.
Il nero sfuma e c’è un ragazzo che si droga, una donna pagata per andare con un artista, un cantante che gira per New York su uno skateboard, con un occhio bendato, capelli tinti, braccia bucherellate.
Il regista racconta la sua vita. Il suo arrivo a New York, la quarantaduesima strada, i mafiosi pronti a finanziargli film porno, e le scene che mostra. Posizionare la camera, scegliere l’inquadratura e filmare la vita.

Kovalski attinge a tutto il suo repertorio per bilanciare l’enorme peso del dolore della mamma. Competere con questa esperienza è troppo difficile. Ma egli non rinuncia alla sua ricerca di libertà, di estraneità agli schemi, all’abbandono all’unica cosa capace di tenerti fuori senza esserne vittima: la droga.
Gringo, il pirata cantante ne abusa, e canta e litiga e soffre. Kovalski mostra i Sex Pistol, le sue immagini per raccontare giovani in cerca di qualcosa in cui credere, di una tragedia alla quale sopravvivere per sentirsi veramente vivi.
L’amico è sieropositivo e in fin di vita, lui è là, con la camera accesa che ancora lo racconta, chiedendogli di ricordare, di sforzarsi a collegare ancora pensieri e parole, fino a riprenderne la morte.

Obitorio.
La cella frigorifera accoglie il corpo del pirata. Adesso Kovalski può puntare la macchina da presa sui barboni, sulle prostitute, tossici, punk, musicisti... Conosce il dolore un po’ di più e non sente di tradire nessuno nel momento in cui cerca la verità in ciò che accade. Inquadra la povertà reale perchè l’altrettanto stimolante faccia del possesso non gli consentono di riprenderla come egli vorrebbe.C’è sempre un poliziotto pronto a servire il potere, a mettersi in mezzo per difenderlo, a imporre di spegnere perchè non autorizzato.

Chi ha qualcosa da difendere vive una vita irreale all’interno di una struttura di potere che fagocita se stessa. La realtà e sotto. La mamma si riprende. Torna a parlare e fa le foto a al figlio e all’altro operatore. Non è facile per lei, che ha vissuto un dramma immenso, trovare umanità in questo mondo che sembra più evoluto.

Il film è ciò che di più vero si possa ambire di trovare su uno schermo. Spacca tutte le regole. Infrange ogni potere. Assolutamente alla ricerca dell’anarchia arriva al compimento del suo teorema dimostrando la nostra assoluta dipendenza dalla finzione, e l’incapacità di uscire dal tunnel.
La sua onestà fa venir voglia di affidargli le sorti del mondo. Un faro nella notte dei nostri tempi. Una stella in un inferno. Un raggio di sole che indica la via per un’altro paradiso.

(Andrea Monti)



Cast

Dati Tecnici

Nazione

 

Francia

Regia

 

Lech Kowalski

Sceneggiatura

 

Lech Kowalski

Distribuzione:

 

non distribuito





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