Film del: 2005
Genere: Documentario
Durata: 164 minuti Uscito al cinema il: 01/04/2006
Lento, ripetitivo, soporifero, questa volta però non si sta parlando della vita monacale, ma di quei centosessantaquattro minuti che Groning infligge a chi è rinchiuso in sala, mostrando un film senza un minimo commento, una voce fuori campo, una motivazione, un briciolo di storia.
Trama:
Una meditazione quasi silenziosa sulla vita monastica. La vita di uomini che dedicano la loro esistenza a Dio nella forma più pura. Contemplazione. Non c'è musica eccetto che per i canti, non ci sono interviste, non c'è narrazione. il primo film in assoluto sulla vita nella Grande Chartreuse, situata tra le Alpi Francesi e sede centrale del leggendario Ordine dei Certosini.
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Voto medio: 6,50
Recensione del film: Il Grande Silenzio
Come si vive in un monastero francese nel quale gli unici abitanti sono votati al silenzio? Dopo ventuno anni Philip Groning corona il sogno di poter girare nel convento della “Grande Chartreuse”, situato sulle Alpi francesi, vivendo con gli stessi monaci e assumendo il loro stesso stile di vita.
La neve che cade a fiotti, il silenzio della preghiera, i novelli ammessi con una solenne cerimonia, le messe cantate in latino: il regista riesce a filmare tutto questo senza far minimamente avvertire la sua presenza, con passo felpato per non disturbare il voto di quelle persone sacrificate al mutismo.
Lento, ripetitivo, soporifero, questa volta però non si sta parlando della vita monacale, ma di quei centosessantaquattro minuti che Groning infligge a chi è rinchiuso in sala, mostrando un film senza un minimo commento, una voce fuori campo, una motivazione, un briciolo di storia. Solamente verso il finale uno degli anziani del gruppo concede una breve chiacchierata con il nostro regista, per dire unicamente che “Dio è la gioia, immoliamoci al Cristo”.
Dopo già quaranta minuti di proiezione si preferirebbe avere un dialogo con un testimone di Geova che ti ha bloccato in mezzo alla strada con il suo bel opuscolo alla mano, piuttosto che affrontare le seguenti due ore di questa alienante visione.
Il cinema come un monastero. Groning pensa che la sala nella quale ci si dirige per vedere questo Verso il Grande Silenzio si debba utilizzare come un grosso convento in cui anche gli spettatori debbano assaggiare una fetta di quel voto. Senza aver afferrato il concetto che in quei posti malsani ci si diverte, si piange, si ingurgitano pop corn, certe volte ci si bacia e altre ci si addormenta, ma perché non è piaciuto il film, non per volere del regista.
Dopo aver assistito alla decimazione delle già esigue anime presenti in sala, si ha voglia di schizzare fuori, fumarsi un pacchetto intero di sigarette, comprarsi sei birre chiudersi in casa e vedersi l’intera saga del Monnezza, la completa prima stagione di Starsky e Hutch (venticinque episodi, compreso il film pilota) e qualche Emanuelle Nera, che non fa mai male, ma tutto questo forse non basterebbe neanche a riprendere conoscenza.